Due consiglieri regionali e un assessore sono un grosso bottino considerando la fase che sta attraversando il Partito democratico in provincia e nel Paese. Salvatore La Penna, neo inquilino alla Pisana e segretario provinciale in carica, ne è consapevole e si augura anche che al Pd pontino non sfugga la possibilità di avere una presidenza di commissione. 37 anni, insegnante, fa politica da anni e questo è il primo incarico elettivo ottenuto. L'assessore che ha indicato è ancora più giovane, in quanto Enrica Onorati ha 33 anni. Le nuove leve, dunque si fanno spazio in Regione. Ieri abbiamo parlato con La Penna poco prima dell'incontro del gruppo regionale del pd a Roma. «In campagna elettorale ho detto spesso che uno degli impegni che prendevamo era quello di rinnovare la classe dirigente. Credo che i fatti ci stiano dando ragione».
Il nuovo ruolo da consigliere regionale potrebbe portarle via tempo da dedicare alla segreteria provinciale?
Per il momento manterrò le due cariche. Ho detto in direzione provinciale che dobbiamo dare il via all'iter per la scelta del nuovo segretario ma nel frattempo ci sono scadenze a breve termine come le provinciali e le comunali. Io non sono abituato a lasciare la nave mentre siamo in tempesta.
Entra in un Consiglio regionale dal destino quantomai incerto. Ce la farà il centrosinistra a governare?
Inizia un'avventura stimolante ma anche complessa a causa degli equilibri precari. Ma il presidente Zingaretti ha le capacità per trovare la strada giusta. Siamo fiduciosi. Personalmente cercherò di trasformare in cose concrete il mio impegno per la nostra provincia. Sanità e infrastrutture sono i primi impegni, inderogabili.
Enrica Onorati viene considerata in sua quota. Soddisfatto della scelta?
E' un grande piacere che un incarico di questo prestigio sia stato dato a una personalità della nostra provincia e tutti dobbiamo essere felici. Io non ho dato alcuna rosa di nomi al presidente Zingaretti. Ho letto nomi di altre personalità (Bilancia e Giovannoli, ndr) che sono di alto livello e spendibili per ogni incarico. Ma la scelta è stata fatta in completa autonomia dal presidente Zingaretti.
Eppure il sindaco di Sermoneta Claudio Damiano la accusa di aver fatto una scelta senza condivisione della base Pd. Cosa risponde?
Ripeto: la scelta è stata di Zingraetti e noi dobbiamo sostenerla perché si tratta di una personalità della nostra provincia. A Damiano potrei chiedere io come ha deciso gli equilibri della sua giunta.
Al risultato delle regionali fa da contraltare quello negativo delle politiche. La fase nuova del Pd può finalmente superare le lacerazioni interne degli ultimi anni?
Credo che di fronte ai risultati negativi gli equilibri interni passano in secondo piano. Bisogna lavorare uniti per far risorgere il Pd e riportarlo laddove merita di essere, ossia alla guida del Paese.
La prossima scadenza elettorale sono le provinciali. Cosa farà il Pd? Su quale candidato punterà?
Non faccio nomi, non è il momento. Di certo noi partiamo dal confronto sui temi e da un dialogo con le forze civiche, come stabilito nella direzione provinciale Dobbiamo trovare elementi di contatto programmatici dai quali muovere per il bene della Provincia.
Il grande banco di prova saranno le comunali. Che prospettive ha il Pd nelle grandi città come Aprilia, Cisterna e Formia?
E' una fase difficile e in ogni centro dobbiamo ripensare le coalizioni. Non dobbiamo certamente isolarci. Bisogna agore avendo come bussola la scelta migliore in ogni singola città.