Il sindaco Nicola Procaccini e la sua maggioranza cambiano rotta sulla gestione dei migranti. L'annuncio ieri in una conferenza stampa. La scelta dopo i numeri arrivati dalla prefettura, che comunicano al Comune la presenza sul territorio di 8 centri d'accoglienza e un totale di 149 richiedenti asilo. Numeri eccessivi, secondo la giunta di centrodestra, rispetto a un anno fa, quando i 54 richiedenti asilo avevano spinto l'amministrazione comunale ad aderire allo Sprar, che avrebbe accolto 40 tra donne e bambini consentendo di restare nella quota assegnata. Oggi, che all'assegnazione del progetto Sprar manca un nulla, tutto si sospende: «Non ha più senso attuarlo, la clausola che con l'adesione allo Sprar, avrebbe dovuto tutelarci da nuovi Cas, è stata disattesa. I numeri sono ormai ben al di sopra. Per questo ho chiesto un incontro al prefetto Maria Rosa Trio, per chiedere di non aprire nuovi centri in città».

Altra novità, un'ordinanza che dispone controlli sui migranti che sostano fuori dai supermercati. La proposta era arrivata dal consigliere sciscioniano Domenico Villani è stata accolta. «Non sarà anti accattonaggio - precisa Procaccini - ma di controllo e identificazione. Se scopriamo che vengono da Casi di fuori città, li segnaleremo». Perché - ha aggiunto Sciscione - è vero che non danno fastidio a nessuno, ma dietro potrebbe esserci uno sfruttamento organizzato. All'obiezione che proprio lo Sprar poteva essere un sfogo contro l'inattività dei rifiugiati («girare con le cuffiette», ha detto il sindaco), gli amministratori hanno risposto che «lo Sprar è solo sospeso».

All'assessore Roberta Tintari, apparso forse un po' un pesce fuor d'acqua, il compito di annunciare invece l'imminente partenza di un progetto tra assessorati e cooperative per coinvolgere i richiedenti asilo cittadini in lavori di pubblica utilità. «Già venerdì potremo dare delle indicazioni. Hanno aderito 3 cooperative su 5. È un'attività facoltativa, ma consentirà attività non solo di lavoro fisico, molti di loro sono laureati».

Il consigliere di maggioranza Davide Di Leo ha invece sostenuto che «lo Sprar era utile prima, ora non più», e che «io non darei colpa all'amministrazione comunale sulla situazione dei migranti, ma a quei cittadini che lucrano mettendo gli immobili. Le cooperative preferiscono i Cas agli Sprar, perché sono meno impegnativi».