Apertura all'esterno, responsabilità e cambiamento. Sono le parole che deve declinare il Pd per uscire dal guado che il 4 marzo ha delineato per il partito di Renzi, finito in minoranza su scala nazionale e, sul territorio, ancorato a un risultato elettorale che, nonostante il risultato in Regione, vede il partito perdere spazi di fronte al terreno guadagnato da destre e 5Stelle e a quello della rappresentanza parlamentare locale persa. A parlarne, dopo aver tirato le fila dell'ultima assemblea comunale, è il segretario Alessandro Cozzolino.
Quali sono le mosse che farà il partito a Latina dopo il risultato delle ultime elezioni?
Le ultime elezioni ci consegnano un quadro negativo per Latina, per cui la provincia ha perso nel Partito Democratico le sue rappresentanze parlamentari mentre in Regione, nonostante due consiglieri e un assessore, il centrosinistra da solo non è autosufficiente. Alla luce di tutto questo c'è la necessità di rilanciare proposte concrete sulla città sulle quali cercare la convergenza di forze politiche e civiche che hanno fatto con noi un percorso, rivelatosi vincente in Regione.
Quindi cercherete una sponda con Lbc in continuità con la linea portata avanti da Zingaretti, e prima ancora di Moscardelli?
E' evidente che fino ad oggi ci sono state tante divergenze sotto il profilo amministrativo con Lbc e che la gestione della città fino a questo momento non ci soddisfa. Però è altrettanto vero che dobbiamo cercare un dialogo concreto. Qui ci sono problemi che vengono da lontano e che non sono attribuibili tutti a questa maggioranza perché in gran parte sono da imputare al centrodestra. Questo non va dimenticato.
Eppure in questo territorio sembra che già molti lo abbiano dimenticato. Il centrodestra, anche se con un Dna modificato, ci consegna la Lega come primo partito cittadino.
C'è un forte rischio che la destra ritorni incontrastata su questo territorio su un perno leghista e non più moderato. Alla luce di questo pericolo oggettivo, cioè che quelli che hanno amministrato per venti anni tentino di ripulirsi facendo ricadere tutte le problematiche della città sugli ultimi due anni di amministrazione, il Pd deve farsi forza promotrice di un dialogo tra coloro che vogliono impedire questo ritorno.
Come lo impedirete e come deve lavorare sui suoi valori il Pd per offrire un'alternativa credibile?
Sotto il punto di vista dei valori bisogna rivolgersi a coloro che hanno dimostrato di avere una sensibilità affine a quella del Pd, il cosiddetto campo progressista, guardando anche con attenzione al mutamento della destra che da pericolo può diventare una opportunità. Si apre per noi uno spiraglio di elettori moderati che mal digeriscono questo spostamento verso la destra anti europeista ed estremista. E' anche a loro che dobbiamo rivolgerci. E in contemporanea con i civici trovare un confronto sui temi e non su spartizioni e poltrone.
Eppure mesi fa emerse che le condizioni di un asse Pd e Lbc non erano mature. La stessa Aramini criticò il vostro modo di fare opposizione. Pensi che dopo pochi mesi le distanze siano state colmate?
No, credo che ci siano ancora delle distanze sul piano amministrativo e azioni che non condividiamo e che non hanno inciso al punto di migliorare la condizione difficile in cui versa Latina, proprio per questo promuoveremo un'azione pubblica nel mese di maggio nel quale lanceremo delle proposte concrete di confronto sui temi caldi della città.
In questo discorso cercherete una sponda anche con Liberi e Uguali?
Come si è trovata una intesa sui programmi in Regione si può trovare anche sulle vicende comunali. Una base unica di valori c'è.
Queste sono ottime intenzioni però rischiano di scontrarsi con il vizio ricorrente delle divisioni interne, non crede?
Con il congresso abbiamo portato avanti una linea unitaria che viene confermata dalla presenza in segreteria delle varie aree del partito e anche dal fatto che all'ultima assemblea siamo usciti con una posizione unica che sta portando i suoi frutti. E nel nostro evento pubblico di maggio si parlerà di temi concreti per la città e non di strategia politica.
In consiglio avete perso Carnevale e siete passati, da una consiliatura all'altra, da dieci a due consiglieri che finora hanno contribuito a far venire a galla tante contraddizioni della gestione di Lbc. Alla luce di questa nuova aperture quale opposizione dobbiamo aspettarci da oggi in poi?
Sarà sempre stringente alle questioni amministrative, già in passato abbiamo votato a favore alcune cose e contro altre. Il punto è anche come la maggioranza si pone nei nostri confronti, se arriva con proposte precostituite o se ha la volontà di un confronto reale. Noi vogliamo mettere al centro i temi, cercare la condivisione e ci auguriamo che anche gli altri intenderanno mettersi in discussione per evitare il ritorno delle destre. Una cosa è certa: il tessuto delle alleanze sarà sui temi, non sui nomi e le poltrone.