Questa mattina (7 aprile 2018), ad Anzio, il candidato sindaco Roberta Cafà ha presentato il programma elettorale e la coalizione di cinque liste che la sosterrà nella sfida del 10 giugno prossimo.

In una sala conferenze dell'hotel Lido Garda di Anzio piena in ogni ordine di posto - con molta gente rimasta in piedi -, il primo a prendere la parola è stato Giovanni Bruschini, referente della lista "Il Faro": «Questa è la mia prima esperienza in politica - ha dichiarato -. Sono padre di tre figli, da poco sono anche nonno e mi sono messo in gioco per trovare soluzioni da offrire ai nostri giovani. Credo che Roberta Cafà sia una persona che ha speso il 150% delle sue energie per mettersi in gioco e ripongo in lei la mia fiducia: può ricevere le istanze di tutti e avere in mano il futuro dei nostri giovani».

A seguire è intervenuto Davide Lega, referente della lista "Angelita": «Ho pensato a come collaborare e rendermi utile e, alla fine, ci ho messo la faccia - ha dichiarato -. Credo di dover dare futuro ai miei figli e, di conseguenza, mi sono unito a Roberta perché la conosco da anni e la ritengo una persona seria in grado di gestire il territorio».

Subito dopo è stata la volta di Luigi La Rocca, di "Noi per Roberta Cafà Sindaco": «Questa è la mia prima esperienza - ha esordito - e quando sono stato contattato mi è piaciuta la proposta di cambiamento. Non si tratta delle solite minestre riscaldate e di sole parole. Ho trovato in ognuno delle persone del gruppo, dopo aver fatto parte per 20 anni di un sindacato, valori rari, emozioni. Siamo partiti da domande e ognuno ha cercato di costruire qualcosa non escludendo nessuno. Roberta ha proposto un progetto inclusivo, fatto di persone competenti. E lo dico: nel territorio ce ne sono tante. Ognuno di noi può fare la differenza: dunque, facciamo appello ai cittadini onesti che vogliono un cambiamento radicale per riportare il cittadino al centro dei progetti».

A seguire è stata la volta di Angelo Di Natale, per "Italia Patria Nostra": «Ho fatto 250 chilometri, dalla mia casa in Umbria, per essere qui e lo farò ancora fino alle elezioni - ha spiegato -. Non sono di Anzio, ma sono siculo come il nostro candidato sindaco: voglio, con il mio movimento, dare una mano all'amica Roberta perché ritengo lo meriti e abbia qualità morali e intellettuali per poter tirare fuori dal baratro questo Comune».

Infine, ha preso la parola il giovane referente della quinta lista, la "Democrazia Cristiana". Si tratta di Federico Cozzolino: «Rappresento la parte giovanile del movimento e voglio dimostrare che i ragazzi non dormono e vogliono cambiare le cose - ha dichiarato -. Sono onorato di concorrere con Roberta perché mi fatto capire che la politica non è fatta solo di tecnicismi. Ero sfiduciato, poi ho scoperto che la politica non è fatta solo di comizi, ma anche di emozioni. Sono orgoglioso di metterci la faccia e ho tanta voglia di fare».

A concludere la giornata - salutando gli ex senatori Gianni Fontana e Francesco Aracri, presenti all'incontro - è stata Roberta Cafà che, oltre a parlare di gran parte del programma elettorale, snocciolandolo punto per punto, ha voluto parlare brevemente del passato, asserendo poi di non volerlo fare più. «Sono stata assessore alle Politiche sociali, non mi sono mai permessa di prendermi gioco dell'essere umano perché, quando si fa politica, si rappresenta il bene comune. Ho alzato voce quando non condividevo le cose e non rinnego quello che ho fatto: lo rifarei e potrei anche dare un contributo diverso. Tornando all'aspetto politico, mi sono trovata seduta a un tavolo dove non ho condiviso imposizioni, pur senza chiudere le porte a nessuno. Non ne ho fatto una questione di poltrona: ce l'avevo ed era faticosa - ha aggiunto, emozionandosi e ricevendo applausi -. Quando non ho condiviso il progetto politico, ho dato la mia disponibilità a farmi da parte, nell'ottica di trovare un candidato nuovo. Questo non è stato concesso e, per premio, dopo il servizio alla città, mi è stata revocata la delega. Al di là di questo, però, guardiamo avanti e lasciamo le porte aperte a chi vuole condividere il nostro progetto che mette al primo punto il cittadino, che va rispettato quotidianamente. Basta con l'equazione cittadino = voto: le persone vanno coinvolte e rese promotrici della politica. E basta anche alla politica clientelare: seguiteci - ha concluso la Cafà -: vi garantisco che il giorno dopo la revoca della delega assessorile ho iniziato a sorridere e a vivere, condividendo tutto con le persone all'interno dei tavoli di lavoro. Ho avuto contatti con gente che non ha mai fatto politica e, nonostante questo, ha lavorato in modo propositivo per trovare soluzioni. Ciò è stato bellissimo e ci darà la forza per andare avanti. Infatti, non faremo una campagna elettorale denigratoria, ma psarà ropositiva in quanto dobbiamo vedere cosa siamo in grado di fare noi, non lamentarci degli altri. Vedere tanta gente qui, oggi, mi dà tanta forza».