La prima cosa che dice Salvatore La Penna, consigliere regionale e segretario provinciale del Pd è che «Carlo Medici è l'unica candidatura del Partito democratico, oltre tutto largamente sostenuta». Se la premessa è d'obbligo, la replica a Carla Amici lo è altrettanto. «È una scorrettezza raccogliere le firme per un candidato non del Pd mentre è in via di definizione la candidatura del Pd e il quadro generale. Sbagliato tirare in ballo il Presidente Zingaretti, alle prese con un inizio di legislatura complesso. Improprio e non rispondente al vero fare riferimenti alle vicende di Acqualatina. Non vi è alcun accordo e nessun collegamento alle elezioni provinciali. Il Sindaco Amici, con i Sindaci di Forza Italia e gli altri, più di ogni altra persona, essendo componente delegato dal Pd nella commissione ristretta, ha seguito negli ultimi anni l'iter legato al cambiamento, giusto, delle modalità di selezione della governance con lo strumento dell'avviso pubblico. Il percorso si è fatto con una condivisione istituzionale di cui è stata una delle protagoniste principali».
Le elezioni provinciali
Per la prima volta il Pd potrebbe avere un presidente della Provincia. La Penna ribadisce come non ci sia «nessun accordo politico, ma una disponibilità nata anche a seguito dell'appello del Pd per una convergenza istituzionale. Del resto in Consiglio provinciale questa convergenza c'è da anni, nessun clamore e nessuna sorpresa».
Il ruolo dei civici
«Il fronte unitario dei civici non esiste in queste elezioni e questa è stata una delle ragioni principali della frammentazione del quadro politico e della riflessione sulla necessità di non alimentarlo ulteriormente. Tre delle 4 amministrazioni civiche (Aprilia, Sabaudia, Bassiano) sostengono la candidatura di Giada Gervasi, sostenuta a sua volta dalla Lega, in un quadro di rottura del fronte con Latina. La stella polare per queste elezioni deve essere l'attenzione ai territori, ai fatti amministrativi concreti, alle problematiche dei cittadini. Il dibattito di queste ore mi sembra più guidato dalla strumentalità politica e da una necessità di posizionamento interno ed esterno.
La classe dirigente del Pd
Divisioni, scontri interni, sospetti reciproci. Nel Pd il clima volge sempre a tempesta. Ma Salvatore La Penna è anche convinto che quello che guida è l'unico partito a esprimere una classe dirigente abile e capace. «Io sono orgoglioso della qualità dei nostri Sindaci e amministratori; ce ne sono di molto capaci, anche rappresentanti di altre forze politiche di diverso schieramento. Su Medici oggi si è trovato un equilibrio. Carlo ha tutte le qualità politiche ed amministrative per svolgere al meglio questo ruolo in questa fase particolare. È un amministratore preparato e una persona di valore. Voglio ringraziare anche Gerardo Stefanelli che, pur avendo lo spessore e le competenze per il ruolo, ha favorito con generosità e responsabilità la chiusura di un quadro politico interno più ampio».
Il dialogo coi civici a Latina
E ora il rapporto con Lbc? Nessun timore. Quanto accaduto, secondo La Penna, non creerà intoppi. «La questione è politicamente semplice. Di fronte ad una pregiudiziale rispetto a una candidatura del Pd e ad una frammentazione notevole del quadro politico ha prevalso un ragionamento di responsabilità e tenuta amministrativa ed istituzionale. Sul comune di Latina il dibattito deve continuare con autonomia e negli interessi esclusivi della città, certamente in un quadro di costruzione di una prospettiva più marcatamente politica».