Il caso politico legato all'abbandono del MoVimento Cinque Stelle da parte dell'ex sindaco di Pomezia Fabio Fucci, "costretto" a lasciare i pentastellati visto il diniego alla candidatura per un secondo mandato da primo cittadino per via di un precedente impegno elettivo da consigliere d'opposizione, ha varcato i confini comunali, nazionali e continentali.

Infatti, è stato il New York Times che, in un articolo pubblicato domenica, ha riportato la storia dell'attuale candidato sindaco per la lista civica "Essere Pomezia", in relazione all'apertura all'addio al vincolo dei due mandati dichiarata dal portavoce del MoVimento Cinque Stelle, Rocco Casalino.

Sollecitato a rispondere su un'ipotetica ricandidatura al Parlamento di Luigi Di Maio e di altri politici nazionali già al secondo mandato qualora le Camere dovessero essere sciolte per mancanza di accordi sul nuovo governo nazionale, Casalino ha dichiarato che questa è «una possibilità», ma che finora non è mai stata presa in considerazione. Lo stesso Di Maio, proprio in relazione al caso Fucci, sostenne in alcune interviste che la regola dei due mandati «era sacrosanta» e «fondamentale» per il M5S. L'apertura di Casalino, però, è sancita dalle parole riportate dal Times. E Fucci, alla luce di questa situazione, potrebbe essere una sorta di unico "agnello sacrificale", che da amministratore modello portato in trionfo fino a qualche mese fa è ora etichettato - quantomeno dalle parti di Pomezia - come un "traditore" della causa pentastellata. Per lui, purtroppo, a nulla valsero i viaggi a Milano - alla "Casaleggio e Associati" - e i colloqui con l'onorevole Bonafede: la risposta era sempre "no". Per Di Maio & co., invece, potrebbe essere diverso. Insomma: ubi maior, minor cessat.