«Dato che ho fatto e faccio della trasparenza una questione fondamentale, scrivo il messaggio inviato distintamente ai quattro consiglieri autori dei  comunicati. E il messaggio è: "Solo una domanda: ma tu sei con me o no? Ovvero... pensi di sfiduciarmi o no? Perché ovviamente... come immaginerai dopo quello che avete pubblicato la gente mormora... capisci da solo/a... giusto? Allora sei o non sei con me? Grazie". Al momento in cui scrivo mi sono giunti due Sì chiari da due dei consiglieri, e in particolare quello del consigliere Petroni e quello del consigliere presidente Nigro. Mi riprometto per trasparenza di riportare le altre risposte, sia in senso negativo che positivo, non appena perverranno; nel frattempo posso solo dire che gli altri due consiglieri mi hanno detto che le loro intenzioni sono tutte scritte nel loro comunicato e io ovviamente ne ho preso atto in attesa, se dovessero ritenerlo utile per evitare altre confusioni sulla vicenda, di una risposta chiara: ho loro scritto che basta un Sì o un No, purché sia ben chiaro e non interpretabile, poiché non io, ma la città, ha bisogno di chiarezza non interpretabile».

Con queste parole, il sindaco di Nettuno - Angelo Casto - ha provato a scacciare i venti di crisi che aleggiano in casa M5S. Un altro fulmine a ciel sereno, arrivato ieri pomeriggio (15 aprile 2018), quando i consiglieri comunali Daniela De Luca, Simonetta Petroni e Marco Montani - oltre al presidente del Consiglio Giuseppe Nigro -, hanno inviato quattro lettere aperte al primo cittadino, evidenziando alcune problematiche esistenti nel gruppo consiliare, senza mai ipotizzare la sfiducia al sindaco (almeno per ora, ndr).

In più, ieri notte, con un lungo messaggio, dieci consiglieri del MoVimento 5 Stelle - Sara Bonamano, Donato Gallina, Gianluca Latini, Roberto Lucci, Claudio Monti (sì, proprio lui, quello che Casto vuole espellere dal MoVimento, ndr), Chiara Pittoni, Laura Pizzotti, Katia Ricci, Diego Tortis ed Eleonora Trulli - hanno voluto ribadire la loro fiducia incondizionata al sindaco, «convinti - scrivono - che Angelo Casto sia il miglior sindaco che questa città possa avere».

Nella lettera, attraverso la quale i quattro consiglieri M5S vengono definiti dai loro colleghi «paladini dell'etica dell'ultim'ora», i dieci esponenti della maggioranza asseriscono di non poter permettere «di ledere i nostri diritti di donne e uomini prima, e di politici poi, accusandoci di non meglio specificati fatti e comportamenti che invece avrebbero ricgiesto una più puntuale spiegazione all'interno della maggioranza».

Infine, i dieci consiglieri invitano gli altri quattro a una riunione di maggioranza anche pubblica, «affinché sui lamentati temi si pervenga a nuova e definitiva votazione».

QUI OPPOSIZIONE

La minoranza, al momento, non è rimasta in silenzio. I nove consiglieri, compatti, hanno diramato una nota. «la profonda crisi politica, peraltro in atto da tempo, tutta interna al MoVimento 5 Stelle, che è stata ulteriormente certificata dalle pubbliche dichiarazioni di dissenso con la gestione politica e amministrativa di Nettuno rilasciate dal presidente del Consiglio comunale e da alcuni consiglieri comunali della maggioranza pentastellata. Chiediamo al sindaco Casto di assumere le decisioni conseguenti in coerenza con quanto da lui stesso dichiarato nell'ultimo Consiglio comunale, durante il quale ha posto come condizione per rimanere in carica l'attestato di fiducia di tutti i consiglieri di maggioranza che oggi, in buona parte, invece, si esprimono clamorosamente in totale contrasto con il suo operato. La città non può rimanere paralizzata per i dissidi e le lacerazioni interne al MoVimento 5 Stelle ed è urgente, perciò, un atto di chiarezza politica che ponga fine a questa lenta agonia dell'amministrazione Casto il quale, invece, minimizza quanto accade, infischiandosene dei problemi di Nettuno per tentare di racimolare il consenso dei suoi consiglieri che regolarmente lo smentiscono».