Al candidato presidente della Provincia Carlo Medici non sono per nulla piaciute le insinuazioni del sindaco di Latina Damiano Coletta, anche lui aspirante presidente in via Costa, rispetto a presunti accordi e spartizioni di poltrone per via Costa. «So bene che quello dello scontro è atteggiamento estraneo ad ogni Sindaco della provincia di Latina e pertanto non comprendo i motivi di molte esternazioni lette sulla stampa in questi giorni che stridono con i rapporti e la reciproca stima che vige tra i colleghi della provincia. Noi scegliamo il cambiamento e il dialogo ne è lo strumento».
Ieri Coletta ha ribadito il concetto secondo cui la sua è l'unica candidatura in grado di superare i vecchi schemi «che privilegiano gli accordi e la spartizione del potere tra tizio e caio». Inevitabile per Carlo Medici, sindaco di Pontinia e candidato sostentuto da Pd, Forza Italia e Idea sentirsi chiamato in causa. Coletta ce l'ha proprio con lui. Ma Medici rispedisce al mittente le parole del sindaco di Latina. «La Provincia è un Ente di secondo livello di coordinamento territoriale e di gestione amministrativa di deleghe e funzioni importanti. Ciò che serve per governarla è la coesione del territorio, il dialogo fra Comuni, tra forze politiche e tra istanze diverse e perfino contrapposte - afferma Medici - Vi è una sensibilità più diffusa e condivisa su tali temi e di ciò va dato atto ai Sindaci, ai Consiglieri provinciali delle ultime due consiliature e al Presidente uscente Bernasconi per il lavoro svolto negli ultimi mesi. Per raccogliere la sfida del cambiamento e del dialogo serve innanzitutto un Presidente, che abbia tempo da dedicare all'Ente e voglia di instaurare un dialogo ed ascoltare le esigenze di ogni parte del territorio, dotato di spirito di servizio e scevro da ambizioni e volontà di protagonismo individuali. La presidenza della Provincia non deve essere funzionale ad altri obbiettivi o peggio strumento di ascesa politica». Ogni riferimento è puramente voluto. Carlo Medici fa poi un passo indietro, ricordando di non aver chiesto né cercato questa candidatura «ma di averla accettata a patto che fosse figlia di un accordo istituzionale. sono convinto che l'importante non sia candidarsi, ma creare le condizioni affinché una volta eletti si possa lavorare bene. Non amo in politica i dibattiti fatti di sospetti e preconcetti, prediligo lo spessore dei temi amministrativi». E a proposito di argomenti, Medici ricorda che «è evidente che qualcosa sta cambiando se oggi la Provincia approva all'unanimità il piano provinciale dei rifiuti e nelle assemblee dei Sindaci vi è una sostanziale unanimità sulle linee guida per la ripubblicizzazione dell'acqua, sfida che raccogliamo in pieno e intendiamo rilanciare con concretezza e determinazione. Ma c'è anche il grande tema della manutenzione delle strade provinciali che richiede tempestività, così come urgente è la manutenzione degli edifici scolastici che ospitano i nostri ragazzi. Bisogna valorizzare le politiche per la formazione e farle viaggiare sui binari di efficienza ed efficacia. Bisogna costruire una cabina di regia per affrontare le sfide del turismo mai accettate. È necessario che questo Ente aiuti il territorio ad attrarre investimenti europei e regionali».