«Cronaca di una causa annunciata». Così il consigliere Giovanni Secci commenta il ricorso al Tar di una ditta che dal 2015 attende la conclusione del procedimento per trasformare un'abitazione in albergo.
L'iter sembrava aver avuto un'accelerazione nel 2017, quando si è riunita la commissione. Ma il passaggio in Consiglio comunale ancora non c'è stato. Calendarizzato, il punto all'ordine del giorno a inizio 2018 è stato ritirato e mai riproposto.
Di qui il ricorso al Tar da parte della società, che chiede l'accertamento del silenzio serbato da parte dell'amministrazione comunale, con conseguente dichiarazione dell'obbligo di definire il procedimento.
Questo facendo riserva di un eventuale risarcimento danni.
«I nodi vengono al pettine. Nel merito della vicenda - afferma il consigliere comunale Giovanni Secci, esponente di Fi - non entro. Lo faranno i giudici amministrativi. Ma è ovvio che chi presenta una domanda deve necessariamente ottenere una risposta. Si è sbandierato ai quattro venti lo slogan "Sabaudia città delle regole". Ecco, esiste un regolamento ad hoc ma questa amministrazione è la prima a non rispettare quello che prevede la norma. Sono inoperativi. Basta pensare che, come ho lamentato qualche tempo fa, l'ufficio condono è rimasto chiuso per oltre un anno e ora ci sono problemi con le funzioni di subdelega. Per quanto riguarda il ricorso, - aggiunge il consigliere di minoranza - c'è il rischio concreto che il Comune di Sabaudia venga esposto al rischio di istanze per il risarcimento del danno. Escludo a priori che a pagare, in quel caso, sarà il Comune con i soldi della collettività. Deve pagare chi commette le inadempienze e non mancherò di segnalare il caso, qualora ciò dovesse accadere, alla Corte dei Conti».
A decidere nel merito del ricorso dovranno ovviamente essere i giudici amministrativi. Nel frattempo, comunque, la proposta potrebbe approdare in Consiglio comunale. Anche se a quasi un anno dalla commissione.