I rapporti difficili tra il Comune di Aprilia e la Gefi - la società che gestisce l'area fiere di Campoverde - resi noti dal sindaco Antonio Terra durante l'ultimo consiglio comunale dopo la mozione presentata dal consigliere del Partito Democratico Vincenzo Giovannini, diventano l'occasione per ripensare una diversa gestione del polo fieristico e un nuovo piano per riqualificare le strutture che ospitano la Fiera di Campoverde e il Mercato dei fiori.
Il candidato sindaco Giorgio Giusfredi rispolvera così un progetto rimasto chiuso nei cassetti del Comune dal 2013. Una proposta progettuale curata dal giovane architetto e artista Aleardo Nardinocchi, prematuramente scomparso nel 2015. Un piano rimasto su carta, ma che grazie a una gestione oculata dei fondi regionali ed europei, potrebbe diventare realtà e dare nuovo impulso ad un polo fieristico che pare ancora lontano da una vera riqualificazione. «Mettere in sicurezza l'attuale struttura - spiega Giusfredi - è antieconomico e la decisione di un affidamento esterno della gestione ha dimostrato di essere stata fallimentare. Per questo ritengo importante rilanciare il polo fieristico impegnandomi sin da ora su un progetto che non solo riqualifica tutta l'area ma sia significativo anche per l'espressione artistica degli apriliani. I soldi di realizzazione possono essere recuperati attraverso i fondi comunitari, così come è stato fatto per i Plus ma con un criterio più attento e mirato sulle progettualità: quando si hanno dei finanziamenti, questi devono essere spesi bene».
Una critica poco velata alla mala gestione dei fondi Plus, più volte finiti nell'occhio del ciclone. Il candidato sindaco della coalizione civica, sostenuta anche dal PD, si concentra soprattutto sul valore artistico e architettonico del vecchio piano a firma del giovane artista, docente universitario del dipartimento di architettura dell'Università Roma Tre, il cui ricordo è mantenuto vivo da una associazione che porta il suo nome. Un piano dove arte e architettura si coniugano, conferendo al polo fieristico un aspetto più moderno ma anche attento alla storia del territorio.
E così, per recuperare le origini antichissime di Campoverde, i capannoni diventano capanne simili a quelle presenti prima della bonifica dell'Agro, per un totale di sette strutture che ricreino un villaggio virtuale. L'interno, secondo l'idea del poliedrico artista, poteva servire per mostre d'arte e il "velario" rivolto verso la Pontina fungere da richiamo per le persone di passaggio, con un gioco di ombre e forme geometriche tali da coniugare arte e forme architettoniche moderne. «Il progetto - rimarca Giusfredi - rappresenta un'importante valorizzazione del polo fieristico ed è attualmente l'unica soluzione concreta al rilancio dell'area fiere che da troppi decenni aspetta risposte dalla politica finora mai arrivate».