Il comitato di quartiere Poggio Valli-Vallelata attacca l'amministrazione Terra per non aver difeso adeguatamente il territorio durante la discussione per l'approvazione del piano provinciale dei rifiuti. Il presidente del comitato, Roberto Sicuro, avanza dei dubbi sull'atto approvato dal Consiglio provinciale e dall'assemblea dei sindaci, che non metterebbe al sicuro l'area dalla possibile realizzazione di una discarica o di altri impianti di rifiuti. «In qualità di residenti continuiamo a essere preoccupati per il destino del quartiere, il lavoro fatto - commenta il presidente Roberto Antonio Sicuro - risulta incompleto, parziale e affrettato. Nel piano mancano tutte le aree industriali comprese nel Piano Regolatore Territoriale del Consorzio Asi, che comprendono aree già realizzate e da realizzare; manca il fosso Leschione e la sua fascia di rispetto; mancano le fasce di rispetto delle ferrovia Roma-Nettuno, della discarica di via Nettunense e dei pozzi che si trovano all'interno dell'acquedotto di via delle Valli. Inoltre la scuola risulta spostata verso la Nettunense».
Insomma secondo il presidente del comitato di quartiere nelle planimetrie del piano emergerebbe una fotografia totalmente diversa dall'attuale realtà di Vallelata e Poggio Valli, visto che l'amministrazione ha fatto recepire solo la variante dei nuclei spontanei. Una situazione che aumenta i disagi degli abitanti della zona, soprattutto perché il comitato - che si era proposto per aiutare la giunta a far recepire le modifiche - non ha ricevuto risposta dall'assessore competente. «Abbiamo scritto ufficialmente a febbraio tramite posta certificata al sindaco e al delegato all'Ambiente ed Ecologia, ponendo tutti questi problemi - commenta Sicuro - e chiedendo di prendere in considerazione le modifiche. Ma in tutti questi mesi l'assessore Alessandra Lombardi non hai mai trovato il tempo di risponderci, mentre abbiamo saputo che altri comitati e associazioni sono stati contattati per le osservazioni».
Per questo la rabbia nel quartiere è tanta, soprattutto per l'atteggiamento tenuto in questi mesi dalla coalizione civica. «Ma il Comune e i politici di Aprilia cosa fanno? Se non ci tutela il sindaco, l'amministrazione e gli assessori che magari vivono nel quartiere, chi ci può tutelare? Per questo - conclude - continuiamo ad essere preoccupare per il destino della zona».