Il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro e gli scandali di Tangentopoli sembravano aver cancellato con un colpo di spugna quel che restava della Democrazia Cristiana. "Il partito invece resiste, lo hanno decretato le sentenze del tribunale e oltre un milione di persone che da oltre 40 anni e fino ad oggi sono tesserati con lo scudo crociato". A parlarne, facendo anche accenno al legame tra passato e futuro, il commendator Mario De Benedictis, coordinatore nazionale della segreteria politica della Dc e vice segretario organizzativo vicario del partito. L'occasione è stata offerta ieri dalla presentazione ufficiale della lista della Democrazia Cristiana, 24 candidati in appoggio di Angelo Casciano che tentano la scalata al palazzo comunale di piazza Roma, in occasione della tornata amministrativa del prossimo 10 giugno.
Un partito, quello della Dc, che oggi come ieri, come dichiarato durante la conferenza presso la sede elettorale aperta all'interno di un locale in disuso del centro commerciale "Il Tulipano", che fa perno sui valori della famiglia e della fede. Non a caso, all'inizio della riunione, è stato proprio il segretario nazionale a invitare i presenti ad alzarsi in piedi per recitare il Padre Nostro. "Siamo tornati dal passato – ha dichiarato De Benedittis – e guardiamo al futuro, per rappresentare il bene che ci ha lasciato Dio e i valori legati alla famiglia. Finalmente anche una sentenza del Tribunale ha riconosciuto che la Democrazia Cristiana non si è mai dissolta e il simbolo resta nelle mani di quelle persone – circa un milione – tesserate da oltre 45 anni. Poco tempo fa la ex presidente della camera Laura Boldrini ha detto che gli anziani sono da rottamare. A nostro avviso invece gli anziani sono computer che camminano, un patrimonio da preservare. A tal proposito, questa città così grande, come può non avere un ospedale pubblico?" Un tema, quello della sanità locale, caro anche al candidato sindaco Angelo Casciano, medico di professione che accusa: "La politica in questi anni non ha saputo dare risposte. Il risultato è una Asl sottodimensionata, dove servizi per cui servirebbero 7 professionisti sono svolte da una persona sola, a scapito dei pazienti. Creare un ospedale dal nulla è difficile, però si può lavorare per chiedere l'apertura di un punto di primo soccorso per le emergenze". Salute, nel programma di Casciano, ma anche ambiente e territorio. "La città si è sviluppata in verticale – commenta – ma i servizi non ci sono. Le periferie sono abbandonate e slegate dal centro e per l'inquinamento ambientale, che pervade queste terre, bisogna fare di più".