Negli ultimi anni a tenere banco a Cisterna è stata la gestione dei rifiuti. Domanda quindi obbligata per i cinque aspiranti sindaci. Un bando tanto atteso che avrà una durata di sette anni. Un appalto che muoverà circa 50milioni di euro. Da tre anni la raccolta rifiuti in città è garantita grazie alle continue proroghe di affidamento alla Cisterna Ambiente, messa in liquidazione per scelta politica dall'amministrazione Della Penna nel febbraio del 2015. I cinque candidati hanno risposto in modo molto simile, lasciando comunque alcuni spunti di riflessione per gli elettori.
La risposta di Maria Innamorato in realtà non è una novità. La sua idea di raccolta e servizio di rifiuti è un progetto che propone da qualche anno, da quando sedeva tra i banchi dell'opposizione: la strategia rifiuti zero. Una gestione in house oculata, sfruttando le risorse interne, lasciando così da parte il famoso bando sulla nuova gestione del servizio. Ancora più rigida la posizione di Gianluca Del Prete. Nel caso fosse lui il nuovo primo cittadino di Cisterna, annullerebbe immediatamente il bando ereditato dalla vecchia amministrazione. Tema particolarmente caro quello della Cisterna Ambiente a Mauro Carturan. La società di Sciangai attualmente in liquidazione è nata sotto la sua amministrazione. E proprio una gestione come quella assistita nei primi anni di vita della società (con bilanci attivi e superiori anche ai 100mila euro), deve essere il filo conduttore da cui ricominciare. Il passaggio poi sulle società partecipate: «il pubblico fa gli interessi del cittadino e il privato fa solo il suo», lascia intendere anche per lui la volontà di una gestione interna del servizio.
Molto più cauto sul tema dei rifiuti, è stato il pentastellato Marco Capuzzo. Trovandosi in accordo con gli altri sulla gestione in house, ha comunque sottolineato come occorra un attento studio su quanto accaduto negli ultimi anni prima di prendere qualunque decisione.
Ha chiuso Giancarlo Carapellotti, unendosi al coro dei fautori della gestione pubblica e ricordando l'importanza di tenere a debita distanza le ecomafie, appello questo ripreso anche da Maria Innamorato.

Il sito ex Goodyear e le «buche» nel centro di Cisterna rappresentano due ferite ancora aperte per la cittadinanza, lo sanno bene i candidati sindaco che annunciano provvedimenti immediati per rientrare in possesso dei soldi e delle aree. E così Mauro Carturan, che nel 2003 era primo cittadino quando lo stabilimento industriale venne ceduto alla cifra simbolica di un euro, rintuzza le critiche e rilancia. «Quel sito va espropriato per creare un polo artigianale a favore delle piccole e medie imprese. E voglio ricordare - spiega - che all'epoca tutti gli atti vennero firmati in accordo con le parti sociali: lavoratori e azienda».
Maria Innamorato e Gianluca del Prete ribadiscono l'importanza di acquisire il bene a patrimonio comunale, alzando però il tiro. «Bisogna recuperare anche tutte le imposte - afferma Innamorato - non versate al Comune» mentre Del Prete parla della possibilità di riqualificare lo stabilimento tramite: «un progetto di rigenerazione urbana, favorendo così la costruzione di un'area industriale e commerciale. Ma dobbiamo recuperare gli oneri e soprattutto vanno prima eseguiti i carotaggi».
Marco Capuzzo annuncia la volontà di approfondire la tematica per fare chiarezza. «Procederemo con un accesso agli atti per capire cosa è accaduto, la soluzione la decideremo - dice il candidato del M5S - insieme ai cittadini. Vogliamo consentire un'azione programmatica per bonificare e rilanciare il sito». Mentre Carapellotti sottolinea che la priorità «è che vengano tutelati i lavoratori e gli operai. Si tratta di un'area in disuso, qualcuno deve risponderne».
Sulla questione delle «buche» la civica Innamorato attacca e annuncia l'intenzione di intraprendere azioni legali. «Vogliamo chiedere un risarcimento danni, non bisogna dimenticare che parte di quel terreno è pubblico. E il Comune ha diritto a 8 milioni di euro». Sulla stessa linea d'onda anche Capuzzo: «L'amministrazione deve esigere un ritorno in mano pubblica di quello scempio. Poi decideremo insieme ai cittadini». Carapellotti utilizza il sarcasmo per fotografare la situazione. «Per la buca non c'è da fare nulla, perché ci sta già pensando la Magistratura. Bisogna - dice - solo aspettare le loro decisioni, una volta che arriveranno si potrà realizzare un parcheggio». Più pragmatici Del Prete e Carturan che intendono convocare la proprietà per capire come risolvere la vicenda. «La buca è una priorità, attualmente è indegna e indecorosa. Daremo un anno di tempo - dice Del Prete - alla proprietà per presentare un piano che riduca le cubature, altrimenti procederemo con il decreto ingiuntivo e recupereremo l'area per realizzare un parco». Tempi rapidi vengono prospettati dallo stesso Carturan. «Non servono 6-7 anni, va convocata subito la proprietà - continua - per comprendere cosa fare».

(Il video è in collaborazione con ScambiAffari.tv)