Misurati sui temi riguardanti la città, i sei candidati sindaco perdono sui temi più caldi: la Multiservizi e la sua gestione futura e la lista nera di incandidabili e impresentabili che hanno segnato l'inizio di questa campagna elettorale. Il dibattito pubblico organizzato da Latina Editoriale Oggi presso la ex Claudia tra i sei candidati sindaco, è diventato così terreno di scontro tra gli aspiranti allo scranno più importante nel consiglio comunale di Aprilia. Se legalità, sicurezza e trasparenza risuonano in tutti i programmi, più difficile per taluni conciliare i valori astratti con la concreta epurazione di candidati operata dalla commissione elettorale. «Io rispondo dei miei 164 candidati nelle mie liste mettendoci la faccia – afferma il candidato di centrodestra con 7 liste e partiti al seguito Domenico Vulcano, che conta ben 3 esclusi per la legge Severino – ma non sono nessuno per bloccare i candidati: a questo ci ha pensato la commissione elettorale. Degli altri garantisco io con la mia persona, ma il sindaco Terra, sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio, come fa a rispondere per se stesso?». «La trasparenza e la legalità non possono essere solo slogan elettorali – accusa Carmen Porcelli, sostenuta da quattro liste civiche - ma devono essere messi in pratica. Io l'ho fatto denunciando le questioni più opache, perché questo è il compito di un consigliere comunale. Lo abbiamo fatto dopo aver avvertito che sul caso dei rimborsi legali qualcosa non quadrava. Il candidato di centrodestra chiama in causa il sindaco: eppure anche un suo candidato il 18 luglio si ritroverà a rispondere della stessa accusa».
«Sono fiducioso di cosa deciderà la magistratura – taglia corto Antonio Terra, candidato sindaco con Aprilia Civica - ma le nostre liste le abbiamo concepite rispettano il nostro Dna. Sulle questioni scottanti – fidejussioni false, loculi rivenduti illegalmente e direttore della Progetto Ambiente che abusava del suo ruolo, non ci siamo tirati indietro dal denunciare».
«Potrei dire che la nostra coalizione non è stata toccata – afferma il candidato di centrosinistra Giorgio Giusfredi – ma credo che la questione morale possa riproporsi solo facendo un passo avanti e impegnandoci tutti a tornare alla buona politica». Cita Enrico Berlinguer, Roberto D'Agostini di Potere al Popolo e a proposito di moralità, apre una parentesi sui costi esorbitanti della politica anche locale. «Noi siamo l'onestà – afferma – i nostri 24 candidati sono candidati del popolo e ai costi esorbitanti della campagna elettorale, opponiamo un basso profilo. Spenderemo solo 1500 euro. Ma quanto costa una campagna elettorale?». «I miei sono candidati alla prima esperienza – spiega Angelo Casciano della Dc – forse io ho l'unica macchia di una candidatura precedente con il Terzo Polo. Per difenderci da un certo modo di fare politica abbiamo detto no ai contributi di sponsor. Non vogliamo interferenze domani».
E sulla Multiservizi che Vulcano vorrebbe salvare e «riportare ai fasti del passato, nominando un expert manager per il rilancio», gli animi si scaldano». L'azienda in liquidazione, che nel passato ha rilevato assunzioni clientelari e il mancato pagamento di Iva e Inps, come ricordato da Porcelli, resta un nodo irrisolto. E se il sindaco riprende il candidato di centrodestra «perché parlare di fasti del passato è fuori luogo, metà dei 340 lavoratori è stata assunta senza gara a evidenza pubblica», Vulcano ribatte «eri assessore quando è stata creata».