Il consigliere comunale del Pd, Monica Tomassetti, riporta la «questione morale» al centro del dibattito della campagna elettorale delle elezioni amministrative. E lo fa prendendo spunto dalla decisione della sottocommissione elettorale che ha escluso quattro persone (tre della coalizione di Vulcano e una della coalizione del sindaco Terra) perché incandidabili per effetto della Legge Severino. Una situazione che non ha invece interessato la coalizione a sostegno di Giorgio Giusfredi, un motivo di vanto per la Tomassetti. «Dico agli elettori di scegliere la nostra lista perché noi stiamo percorrendo la strada più difficile ma anche quella più bella: quella della trasparenza, della cittadinanza attiva e pulita, dei giovani che sono il volto sano della città. Perché i nostri sono fatti, che smontano da soli, ogni parola o buona intenzione pre-elettorale».
Ma soprattutto il consigliere del Partito Democratico sottolinea la validità della squadra di Giusfredi, respingendo le critiche. «Alcuni rimarcano la debolezza ella nostra coalizione, come se votare per un candidato non conosciuto nell'agone politico fosse una dispersione di voti. O come se il non essere costruttore, non essere geometra, non essere avvocato, non essere un politico di lungo corso fosse un elemento negativo a carico di chi è semplicemente studente, semplicemente mamma, semplicemente impiegato. Tanti anni fa nelle liste, i partiti seri, mettevano anche la professione del candidato, per dire alla cittadinanza: lui è un operaio, lei è un'insegnante, quindi identificavano un soggetto in un gruppo specifico di appartenenza. Ora questa abitudine si è persa, e con essa anche quello che di buono ci aveva lasciato l'inizio della seconda Repubblica, vale a dire che le candidature di persone appena affacciate alla politica fosse un valore aggiunto. In questa tornata elettorale chi ha voluto, ha preso tutto, ha preso talmente tutto che affianco a slogan che predicano di ordine, legalità, che si fanno paladini della sicurezza sul territorio con il controllo fin'anche dell'ultimo angolo di città, vanno a candidare nelle liste persone che alla legge erano molto noti, e non per essere i paladini. E allora se la tua formazione professionale ti porta ad essere un operatore della legalità, per essere o essere stato al servizio della legalità, o per essere ad esempio Avvocato, non puoi accettare che nella tua coalizione vengano candidate persone che della legalità hanno un concetto opposto al tuo. E  ancora, non puoi accettare nella tua coalizione chi, è portatore di interessi troppo particolari e speculativi perché questi non faranno l'interesse della città".