L'ufficio di piano è stato costituito e lavorerà alla ridefinizione dei piani, sia quelli avviati e che non furono conclusi, sia quelli annullati dal commissario Barbato, ppe per i quali si sta predisponendo una delibera generale di indirizzo, pronta entro un mese. Sono le novità più rilevanti emerse ieri dalla commissione urbanistica presieduta da Celina Mattei e incentrata sul peg del settore con la presentazione del countdown sugli obiettivi. A relazionare l'assessore all'urbanistica Franco Castaldo con il nuovo dirigente Paolo Ferraro che ha preso il posto, poco tempo fa, di Umberto Cappiello. Una relazione che aveva il sapore del Déjà vu per chi ha seguito le attività della commissione dall'inizio della consiliatura Coletta: un anno fa si parlò negli stessi termini di ufficio di piano imminente e negli obiettivi si prevedeva la rivalutazione tecnica dei piani attuativi annullati entro novembre 2017. Oggi l'obiettivo, non raggiunto, è stato spostato con la relazione entro ottobre 2018 e la delibera di consiglio che fisserà gli indirizzi entro fine anno. Ma l'assessore ha spiegato che ci si sta muovendo per arrivare ai primi risultati prima dell'autunno. E con il richiamo recente all'esigenza di pianificare dell'urbanista Cervellati, lo sblocco di certi passaggi più che una necessità assume la veste di un imperativo.
«Non siamo così indietro con l'ufficio di piano, è stato costituito e sta lavorando. E' presieduto dall'architetto Sabina Campione, si avvale del dirigente Ferraro e dell'architetto Daniela Prandi e si avvarrà anche di un contributo esterno di alto profilo con esperienza tecnico- amministrativa». Incalzato da Massimiliano Carnevale e Giovanna Miele («sono due anni che sentiamo parlare di ufficio di piano però ancora non abbiamo capito cosa farete con i Ppe») poi Castaldo ha chiarito come si muoverà il Comune. «I piani annullati vanno rielaborati dall'ufficio di piano entro un mese. Partiremo con una delibera generale di indirizzo che fisserà i criteri con cui portare avanti la pianificazione urbanistica fino a fine consiliatura e con cui revisione i piani bocciati. Sarà difficile non avere piani in variante, ma ci muoveremo per ridurre il consumo di suolo e riqualificare la città in linea con la legge sulla rigenerazione urbana». L'assessore ha spiegato che la situazione su queste pianificazioni va chiarita perché hanno messo in difficoltà il comparto e perché espongono il Comune a danni enormi che «non riguardano solo i permessi a costruire rilasciati e poi bloccati con l'annullamento, ma anche atti che sono stati stipulati quando i piani non erano vigenti con permessi a costruire magari non ritirati e diritti di volumetrie acquisiti. L'ufficio di piano farà chiarezza su questi ambiti con scelte condivise e partecipate». Nell'immediato l'amministrazione sta invece lavorando ai piani con non erano stati consegnati e quindi non finiti nel calderone di quelli viziati «dal peccato originale» come R7, R5, borgo Grappa e Sabotino per i quali a breve verranno portati i progettisti in commissione. «Abbiamo trovato di tutto - ha detto castaldo - persino un Ppe consegnato e inspiegabilmente fermo, quello di Faiti-San Michele, che tra l'altro non pone particolari problemi perché non va in variante».