Il Pd provinciale che ha chiuso la porta al dialogo, quello comunale che va per la sua strada in un ultimo tentativo di trovare la quadra su manifestazione concrete di alleanza con Lbc (leggasi possibili ingressi in giunta o movimenti che permettano di far entrare in consiglio Alessandro Cozzolino) e Lbc divisa al suo interno sulla strada da prendere ma consapevole di non dover perdere il treno di un'apertura ad altre forze politiche, in primis quella che esprime a livello regionale Nicola Zingaretti. Si gioca su questo piano, ancora privo di confini netti, il percorso di avvicinamento tra le due forze democratiche e progressiste della città, che si corteggiano da tempo non riuscendo però mai riuscire a colmare l'ultimo miglio di distanze politiche e dichiarazioni di solisti pervenute nell'ultimo anno. Ma questo scenario sta subendo una evoluzione e nelle ultime ore proprio le risultanze dell'inchiesta Alba Pontina unite ai movimenti interni di Lbc potrebbe segnare un punto a favore di un riavvicinamento concreto. Oggi i cittadini si sentono indubbiamente più sicuri nell'avere un'amministrazione senza contiguità con organizzazioni criminali ma questo credito va condiviso con altre forze politiche senza chiusure e implementato con scelte amministrative che non restino confinate in un circuito asfittico, punto debole dell'amministrazione Coletta nei primi due anni di mandato. E interpellando il segretario di Lbc Pietro Gava la sensazione di un dialogo vivo e di un accordo che non è ancora sfumato si fa concreta.


«Gli anticorpi alle mafie non sono e non possono essere frutto di una sola forza esordisce Gava - inoltre per rigenerare la nostra città servono impegni pubblici condivisi con più forze politiche possibili. Va ricordato che senza il sostegno di altri oltre Lbc Damiano Coletta non sarebbe sindaco, nè avrebbe sfiorato la vittoria alle elezioni per diventare Presidente della Provincia». Una dichiarazione chiara soprattutto laddove si fa riferimento all'impegno concreto messo in campo da una parte dei democratici nel sostenere il sindaco civico nella corsa a via Costa. Un impegno che però non sta andando nella direzione auspicata dalla segreteria di Latina, quella di concretizzare l'alleanza con il rimpasto o con impegni di lungo corso in vista del percorso da fare da qui a tre anni. L'ultima proposta su cui si è innestato un dialogo è stata quella di prevedere l'ingresso in giunta di Fabrizio Porcari di Liberi e Uguali, partito sostenuto da una piccola parte di Lbc (non ne fanno mistero i consiglieri Giri e Campagna) e il contestuale addio al consiglio di Enrico Forte per permettere l'ingresso di Alessandro Cozzolino come secondo dei non eletti, l'attuale segretario dem. Sembra una ipotesi sfumata ma Gava resta possibilista nonostante la posizione di rifiuto del Pd provinciale e quello che lui definisce «uno strabismo politico». E se Nicoletta Zuliani aveva parlato di come le aderenze a Italia in Comune e a De Magistris di Coletta sul piano nazionale lo stiano allontanando «dalla base» e dal dialogo con le forze locali, Gava replica: «E' ingenuo pensare che molte questioni si risolvano solo a livello locale: Nicola Zingaretti ha avallato l'esperienza di Italia in Comune e non credo che, con l'attuale legge elettorale Italia in comune andrà sola alle urne con Liberi e Uguali. Più facile pensare che se sarà introdotto un premio alla colazione vincente, questa formazione con Pizzarotti presidente sarà alleata non con centrodestra e 5Stelle, ma con Zingaretti e altri che ne hanno battezzato la nascita».
Insomma la strada comune con il Pd per il segretario di Lbc è più di una ipotesi: «Non avere una interlocuzione con il Pd locale, ma anche con altre forze politiche, sarebbe un controsenso». Il problema resta la forma: «Come sancisci questa alleanza?». «L'opzione di fare un progetto comune è legittimo. Sicuramente vengono prima i temi e poi i nomi ma questo non vuol dire chiusura da parte nostra. Chiuderci sarebbe un autogol. Le ultime elezioni hanno dimostrato che Latina è una città contendibile, non è più appannaggio di una sola coalizione politica e non c'è più un vincitore scontato, stiamo valutando l'assetto con cui andare alle prossime amministrative e questo punto, insieme al rimpasto sarà anche il tema della prossima assemblea di luglio».