Nel momento in cui ha aderito a Italia in Comune, il sindaco di Latina ha specificato che la sua è stata una scelta personale, che non coinvolgeva il movimento Latina Bene Comune. Una precisazione importante, doverosa, dal momento che la mossa del primo cittadino aveva spiazzato diversi esponenti di Lbc. Ma a quanto pare il partito dei sindaci nato dalla mente di Federico Pizzarotti e Alessio Pascucci e di cui Damiano Coeltta è vicepresidente nazionale, adesso vule passare alla strutturazione a livello locale, creando gruppi consiliari un po' in tutto il territorio nazionale. A partire dai Comuni dove sono presenti i propri leader.


Il processo non sarà immediato ma è chiaro che da settembre sarà necessario avviare una fase costitutiva concreta anche a livello locale. La scorsa settimana Damiano Coletta, accompagnato da altri esponenti di Lbc, è andato a Sezze a presentare la neonata Italia in Comune a quelli della lista Sezze Bene Comune, una consorella con sede sui Monti Lepini. Un tour di presentazione che proseguirà in tutta la provincia, in vista di un grande evento proprio a Latina in cui presentare ufficialmente il neonato soggetto politico.
Dell'argomento ha parlato nei giorni scorsi Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e vero leader di Italia in Comune: «Oggi la politica si fa con gli slogan. Ma siccome per noi è una cosa seria vogliamo creare un programma. È vero che prima o poi arriva il momento in cui ti fai votare, ma se pensi solo a quello è lì che sei finito. Bisogna esser fedeli a ciò che si pensa, a prescindere dal riscontro sui voti. Esempio: io sono favorevole allo Ius Soli. Punto. Anche se potrebbe portarmi via qualcosa. Abbiamo partecipato alle amministrative di giugno, in alcuni Comuni in Emilia col nostro simbolo. Poi saremo alle amministrative dell'anno prossimo, quando in Emilia Romagna voteranno molte città grandi».


Una strutturazione che va avanti, quindi e che potrebbe presto portare Coletta a chiedere ai militanti e iscritti di Latina Bene Comune se vogliono seguirlo in questa avventura. Molti, anche tra i consiglieri comunali, dovrebbero aderire con entusiasmo sposando l'iniziativa del loro sindaco. Ma altri non sembrano per nulla convinti. L'equazione dovrà essere sopportabile, per Coletta. Spaccare Lbc a metà mandato non sembra una strategia lungimirante.