Alessandro Cozzolino, lei è stato il primo a esporsi e a cominciare un percorso di avvicinamento a Lbc. Poi qualcosa si è inceppato. Cosa è accaduto?
Mettiamo in ordine le cose. Un anno fa il Pd di Latina ha fatto un congresso comunale che mi ha eletto in maniera unitaria segretario e che mi ha dato il mandato politico di cercare un dialogo con LBC, individuando in questo percorso il più affine agli ideali del partito e anche il più idoneo ad arginare il ritorno della destra. Su questa linea la segreteria comunale ha incentrato la sua azione. Io resterei a questo.

Sì ma alla luce di questo sembrava possibile un vostro ingresso in maggioranza mentre l'ex senatore Moscardelli ha detto che non ci sono presupposti per il dialogo, è così?

Il Pd ad ogni livello ha i suoi organismi che si riuniscono e decidono. Le posizioni non le prende un singolo esponente in un'intervista. Per quanto riguarda l'ingresso in maggioranza non mi pare ci sia mai stata questa ipotesi fino ad oggi.

All'ultimo incontro convocato da Coletta con le forze che lo hanno appoggiato lei non sia stato invitato e Forte e Zuliani non c'erano…
I consiglieri non sono andati e il motivo è semplice: quel tavolo aveva al suo interno esponenti di vari partiti, da destra a sinistra e non ne abbiamo visto il senso politico. Mi pare infatti che la partecipazione sia stata pressoché nulla.

Zuliani di recente ha criticato molto il sindaco definendolo un solista, lei come giudica il suo operato politico?
Penso che Coletta stia portando LBC all'isolamento. Il sostegno a Zingaretti, l'adesione a Italia in Comune e prima ancora il percorso con Pisapia lo collocano all'interno di un campo progressista, alternativo alle destre, tra le quali ormai annoveriamo anche i cinque stelle. Del resto se chiediamo ai cittadini come collocano il movimento e il sindaco, la maggior parte risponderanno di identificarlo nel centrosinistra. Lui però continua a raccontare a se stesso di essere un civico e parlare con tutti. LBC rischia di essere una meteora in questa città e i suoi dirigenti rischiano di diventare i veri responsabili di un ritorno immediato della destra che tanti problemi ha creato alla nostra città.

Eppure con una parte di centrodestra il suo partito si è alleato per far eleggere Medici. Il centrodestra è un nemico solo quando fa comodo?
Le elezioni provinciali di secondo livello sono una partita completamente diversa. Bisognerebbe ritornare a un'elezione diretta da parte dei cittadini stessi.

Il segretario di Lbc Pietro Gava ha fatto capire che il dialogo fra voi è ancora in piedi. Crede a questa apertura?
Credo che sia ora che i responsabili di LBC decidano cosa fare da grandi. Capiscono che la loro amministrazione non sta dando i risultati sperati, che i consensi sono in calo e che o si aprono alle forze politiche a loro affini o saranno una breve parentesi politica di questa città. Per quanto ci riguarda il tempo è scaduto, i mezzi appelli sono finiti. Se vogliono aprire al Pd lo dicano in modo chiaro ora, consapevoli che va data una sterzata a questa amministrazione. Altrimenti noi dovremo farci carico anche della loro irresponsabilità nel contrasto a forze politiche come Fratelli d'Italia e Lega che ancora oggi vediamo coinvolte in vicende tutt'altro che trasparenti.

Come giudica l'adesione del sindaco a Italia in Comune e la politica su piazze esterne?
Non conosco le regole del movimento ma fa sorridere il fatto che lui possa aderire a un partito politico come Italia in Comune e i suoi consiglieri non possano fare altrettanto, e per esempio, aderire a livello personale al Pd...

La strada di un vostro ingresso in giunta è pregiudicata?
Il punto non è la giunta. Il punto è se si intende costruire veramente qualcosa insieme o si cerca di solo sfruttare le occasioni come le provinciali per lucrare consenso personale magari da esibire poi in qualche tavolo nazionale, senza dare nessuna sostanza politica.

Il Pd ha avuto un calo di consensi anche alle ultime comunali su città importanti, come frenare questa discesa verticale?
Sicuramente c'è un problema che parte dal nazionale e arriva fino al locale dove il Pd ormai sembra in una continua guerra per bande. Mi auguro davvero che ci sia più condivisione nelle scelte.

In casa dem non esiste il pensiero plurale ma quello individuale, diciamo così. Ogni corrente una rotta spesso in contrasto con le altre. Non è il momento di diventare grandi, soprattutto qui in provincia?
Il pensiero plurale esiste, ma dobbiamo rimetterci tutti in discussione e pensare al bene del Pd. O lo facciamo ora dopo queste sconfitte o non vi è dubbio che ne pagheremo di ancora più pesanti.