Antonio Terra e Domenico Vulcano chiudono la campagna elettorale in vista del ballottaggio di domenica, che decreterà il nuovo sindaco di Aprilia. Il candidato del centrodestra, che al primo turno ha chiuso in vantaggio e in questi giorni ha stretto un accordo con la Democrazia Cristiana di Angelo Casciano, ha concluso la campagna con un comizio al parco "Falcone e Borsellino" in via dei Mille. Un intervento dove ha esortato gli elettori a cambiare, bocciando senza appello la coalizione civica al governo. E nel comizio finale ha potuto contare anche sul sostegno del sottosegretario al Lavoro della Lega, Claudio Durigon. «Cambiamo tutti insieme. Serve - afferma Vulcano -una nuova stagione di rilancio amministrativo. Mandiamo a casa Antonio Terra che rappresenta cinque anni di fallimento amministrativo. Vogliamo ridare dignità a questa città, rilanciare il territorio e le sue eccellenze.Le promesse elettorale di Terra si sono dimostrate solo slogan senza sostanza, tutti i suoi progetti - continua - sono rimasti chiusi nel cassetto o perché irrealizzabili, o perché è mancata la capacità amministrativa. I cittadini se ne sono accorti ampiamente e il 10 giugno hanno già mandato un primo avviso di sfratto alla giunta Terra».
L'attuale primo cittadino a capo della coalizione civica ha invece chiuso la campagna elettorale con un comizio al parco Friuli. E soprattutto in queste ore ha ricevuto l'appoggio pubblico del Pd (che al primo turno ha sostenuto Giusfredi) e di Unione nei Valori (che nel primo turno appoggiava Carmen Porcelli). Nel suo appello al voto il sindaco ha invitato la cittadinanza a non tornare indietro. «In questi anni – ha detto Terra - abbiamo lavorato a testa bassa per cercare di uscire dalla lunga fase delle emergenze. Non sempre tutto è andato come ci aspettavamo e certamente non siamo stati perfetti. In campagna elettorale abbiamo cercato di mantenere i piedi per terra, raccontandole tante opere portate a termine senza nasconderci e nascondervi il lavoro ancora da fare. Lo dovevamo ad Aprilia, lo dovevano a chi lavora nel sociale e nelle associazioni lontano dai riflettori, lo dovevamo a Domenico D'Alessio. Non cediamo  alle lusinghe di chi maschera i propri interessi e i propri affari, usando la parola "cambiamento" solo per nascondere una pericolosa marcia indietro. Sono solo modi diversi per impedire alla città di crescere».