Il consiglio regionale del Lazio ha approvato oggi con 34 voti a favore e 12 astenuti la nuova legge per il diritto allo studio. Si tratta di una vera e propria riforma del settore, che prevede innanzitutto la sostituzione di Laziodisu con il nuovo Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza (Di.S.Co.). Un riassetto della governance che, secondo la Regione Lazio, comporterà un risparmio di 500mila euro l'anno. Queste le altre principali novità del provvedimento: introduzione del concetto di promozione della conoscenza; potenziamento del raccordo tra università, formazione e inserimento lavorativo; ampliamento dei servizi e delle agevolazioni offerte agli studenti, che verranno estese anche alla popolazione "post-lauream"; sostegno agli studenti detenuti; istituzione della Consulta regionale per il diritto allo studio e alla conoscenza.

"La nuova legge sul diritto allo studio approvata oggi in aula, alla quale avevamo lavorato già nella scorsa legislatura, è una rivoluzione per i nostri studenti. Si distingue per il suo spirito innovativo, amplia e migliora i servizi agli studenti, contrasta la dispersione universitaria, tutela gli studenti-lavoratori, agevola gli spostamenti dei pendolari, garantisce i servizi sanitari per i fuori sede.  Si tratta di un impegno preciso, fortemente voluto dal Presidente Zingaretti, che in questi anni, a partire dal pagamento di tutte le borse di studio, ha sempre dimostrato di avere grande attenzione verso i nostri giovani.  Prestare maggiore attenzione alla formazione, rimuovendo ostacoli di carattere economico, sociale e culturale è fondamentale per far ripartire la nostra Regione.
La casa dello studente a Latina, PortaFuturo, sono i primi strumenti che abbiamo messo in campo in questi anni. La legge, è una vera e propria rivoluzione del diritto allo studio che comporta più opportunità, più servizi, più progetti, più protezione e tutela del corpo studentesco. E' un tassello in più per tutelare il sapere al fine di costruire una società più giusta e più equa ". Lo dichiara il Consigliere Regionale del Partito Democratico Enrico Forte