Il decreto Dignità è un primo passo e «fa cose positive per i contratti a termine» ma non si escludono correttivi in Parlamento. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, deputato pontino della Lega, ha spiegato in tv su Sky quelli che sono gli aspetti più importanti del primo atto uscito dal ministero guidato da Luigi Di Maio, aggiungendo però che nella prossima legge di Stabilità «sarà necessario trovare soluzioni per abbassare il costo del lavoro».
Le novità principali del decreto Dignità riguardano i contratti a tempo determinato. Il decreto ne diminuisce la durata massima da 36 a 24 mesi e rimette l'obbligo di fornire la causale se il contratto a tempo supera i 12 mesi. Significa che per i contratti più lunghi il datore di lavoro dovrà giustificare l'assunzione di un lavoratore a tempo determinato, specificando per esempio se c'è stato un aumento imprevisto e temporaneo della produzione oppure se ha la necessità di sostituire altri dipendenti assenti. Ma tema cruciale, su cui anche Durigon accende i riflettori, è quello della causale sui rinnovi. Le causali, infatti, sono problematiche perché, soprattutto per le imprese più grandi, è praticamente impossibile dimostrare in maniera incontrovertibile la reale presenza di una ragione oggettiva che giustifichi la necessità di assumere un lavoratore a tempo determinato. In passato, prima che le causali venissero abolite dal Jobs Act, era molto comune per i lavoratori minacciare una causa contro i propri datori di lavoro, sapendo che se il giudice non avesse ritenuto legittima la causale, l'azienda sarebbe stata costretta ad assumerli a tempo indeterminato. Dopo l'introduzione del Jobs Act il numero di cause da lavoro in Italia si era praticamente dimezzato e ora diversi esperti temono che possa tornare a crescere. «Dobbiamo lavorare per fare in modo che le causali non ingenerino contenziosi - afferma il sottosegretario Durigon - Nella legge di Stabilità inseriremo poi misure per abbassare il costo del lavoro, in modo da incentivare le assunzioni a tempo indeterminato che sono il nostro vero obiettivo». Così com'è, sembra di capire dalle parole di molti esponenti leghisti, il decreto Dignità non raggiunge l'obiettivo finale. Nelle prossime settimane, quando l'atto arriverà nelle commissioni e in Parlamento, sarà più chiaro lo scenario e le posizioni dei vari esponenti della maggioranza che sostiene il premier Giuseppe Conte.
Altro tema su cui Durigon conferma che il Governo si sta muovendo è quello dei voucher. «Sono molti utili in agricoltura e nel turismo. Questi settori hanno bisogno di questo tipo di strumento e stiamo vedendo in che modo poterli inserire, così da regolare il lavoro a tempo».