A poco più di un mese dalla vittoria delle elezioni comunali il neo sindaco Mauro Carturan si trova ufficialmente a dover fare i conti con la prima grana, almeno sul piano formale, per la sua amministrazione. Il suo antagonista alle ultime amministrative, Gianluca Del Prete, ha – dopo averlo annunciato in più occasioni – ha presentato ieri il ricorso al Tar con il quale chiede la verifica dei voti del risultato elettorale che ha portato Carturan a vincere al primo turno per tre schede evitando così il ballottaggio. Il ricorso, presentato dall'avvocato Toni De Simone, è stato sottoscritto oltre che da Del Prete dal consigliere comunale e segretario del Pd Andrea Santilli, dall'ex consigliere Marco Barone, dall'ex sindaco Alfio Cicchitti, dall'ex consigliere ed ex assessore Massimo Rosina, dai candidati al Consiglio Maurizio Rossi, Roberta Castaldi, Aura Contarino, Loredana Della Penna, Gino Cece, Martina Poli, Claudio Papacci. Il ricorso contesta l'esito dello spoglio, ovviamente puntando il dito contro i verbali dell'ufficio elettorale del Comune e contro i conseguenti verbali di proclamazione degli eletti e pone l'accento sull'operato di un numero consistenti di sezioni: la 2,3,4, 11,12,14,18,26,28 e 32. Secondo i ricorrenti ci sarebbe stato un «significativo numero di voti illegittimamente assegnati e di schede elettorali illegittimamente rendicontate nei verbali delle sezioni elettorali. Si precisa sin da subito – si legge nel ricorso - che in diverse sezioni non vi è corrispondenza tra il numero di schede ed il numeri di elettori, in altre vi è una totale incompletezza dei dati tale da rendere impossibile la verifica della necessaria e dedotta corrispondenza. Ne consegue che vi è oggettiva e insanabile incertezza circa l'assegnazione di un numero di voti ampiamente superiore ai tre voti in più conseguiti da Mauro Carturan». L'avvocato ha inoltre fatto riferimento a quanto accaduto al seggio 26 dove una elettrice è stata trovata in possesso di una scheda del seggio dove svolgeva il ruolo di scrutatrice, il numero 3. Il ricorso parla dunque di: «gravi violazioni di legge riscontrate nelle operazioni di voto e di scrutinio in molti Uffici elettorali di sezione, come risulta dai rispettivi verbali, con specifico riferimento al numero di schede autenticate e bollate, e alla discrepanza tra numero di schede vidimate, numero di voti espressi e numero di schede vidimate non utilizzate».
Proprio questo ultimo fenomeno, che l'avvocato definisce delle «schede ballerine» prendendo in prestito una sentenza del Consiglio di Stato, consiste nel far uscire dal seggio una scheda vidimata e non votata, sulla quale viene poi scritto il nome del candidato e consegnata all'elettore che, entrando nel seggio, ritira la scheda bianca assegnatagli, depositando nell'urna non già quest'ultima ma quella consegnatagli all'esterno del seggio. Una ipotesi gravissima che viene riportata nel documento presentato ieri ai magistrati amministrativi e che getterebbe, se confermata, ombre sulle intere operazioni di voto. Le operazioni vengono comunque contestate sin dall'insediamento dei seggi e passano per lo svolgimento delle elezioni per finire allo scrutinio, con un focus proprio sul numero di schede autenticate dal principio e sul relativo conteggio finale che non tornerebbe, sempre secondo i ricorrenti, in numerose sezioni. Secondo alcune testimonianze prodotte e citate nel ricorso in alcuni casi i rappresentanti di lista avrebbero riscontrato, solo successivamente, delle discrepanze tra i voti che avevano riportato al momento dello spoglio e quelli dichiarati nei verbali tanto che l'avvocato, a chiusura del ricorso non ha dubbi: «Le illegittimità, le violazione e le plurime irregolarità riscontrate sono talmente gravi e diffuse (le si rinviene in ben 18 sezioni) da determinare l'illegittimità dell'intera competizione elettorale svoltasi il 10 giugno: le elezioni - dunque - devono essere totalmente rinnovate». Intanto ieri Gianluca Del Prete ha voluto ribadire la sua posizione sul ricorso: «Ci rivolgiamo al Tar solo per tutelare il voto di tutti i cisternesi – ha detto – non solo dei miei elettori ma dell'intera città, anche di chi ha votato Carturan, di chi non si è recato alle urne e di chi ha preferito votare altri candidati. E' una questione di democrazia e non intendiamo aprire una stagione di veleni, lasceremo che a pronunciarsi siano solo i giudici».