Il Punto di Primo Intervento non può e non deve chiudere, nessun depotenziamento per il presidio sanitario setino, a tutela della salute dei cittadini, soprattutto alla luce di quanto accade ogni giorno al Pronto Soccorso dell'ospedale Santa Maria Goretti di Latina. È quanto è emerso ieri pomeriggio nel corso del consiglio comunale convocato ad hoc per fare fronte all'evenienza del depotenziamento della struttura, prevista per la fine del 2018. Presenti in aula, proprio per attenzionare sul tema i vertici politici della Regione Lazio, responsabile della Sanità, i consiglieri Salvatore La Penna del Partito Democratico e Giuseppe Simeone di Forza Italia, quest'ultimo presidente della commissione regionale della Sanità, mentre erano assenti i consiglieri Forte, Tripodi e Pernarella. A relazionare prima degli interventi dei consiglieri è stato l'assessore ai Servizi Sociali Vincenzo Lucarini, che ha dettagliato sui passaggi, sui tagli soprattutto, dal momento della chiusura dell'ospedale San Carlo da Sezze, fino a quanto potrebbe accadere alla fine dell'anno. Un ulteriore depotenziamento, forse l'ultimo, quello che metterà a disposizione di un territorio enorme (Sezze e tutti i Comuni lepini che quotidianamente si rivolgono al Ppi setino) una sola postazione del 118 medicalizzata. Troppo poco, per tutti, consiglieri regionali inclusi, che nei loro interventi hanno convenuto sulla necessità che i Punti di Primo Intervento restino operativi, se non addirittura potenziati, proprio per far fronte alle esigenze del territorio. Sarà, lo sanno tutti e nessuno lo nega, una lunga battaglia, così come lo è stata quella relativa alle fasi di dismissione del nosocomio di Sezze. Innanzitutto servirà chiarezza perché, come detto dal sindaco nel suo intervento, lo stesso Zingaretti, fino all'1 gennaio commissario della Sanità laziale, in campagna elettorale si era impegnato a non far chiudere l'importante presidio sanitario.