La svolta a sinistra del Terra bis contro le destre sovraniste irrompe in Consiglio comunale. Se il sindaco Terra fa riferimento ai progetti da avviare o completare, fa un rapido accenno a un passato fatto di «ferite profonde che questa città sta provando a superare», è il consigliere Omar Ruberti, il più votato nella civica più votata (la lista Terra) a cimentarsi nell'analisi politica del voto, rimarcando lo spostamento a sinistra della maggioranza e sbarrando la strada al Pd. «Il ballottaggio è stato determinato dal voto politico di elettori che hanno respinto il fronte sovranista, che agita le pance ma non risolve i problemi, hanno detto no a una destra ideologica. Non crediamo che con il Pd possa esserci un percorso comune. Non può esserci confronto sui temi con chi in provincia ha votato il Cda di Acqualatina con Fi». Poi l'auspicio che il civismo 2.0 orientato verso sinistra travalichi le mura a costruire un argine ai neonazionalismi a livello nazionale.
Parole dure come macigni scagliate contro il centrodestra ma anche contro il Partito Democratico, che pure ha prestato soccorso a Terra e determinato l'esito del ballottaggio. Lascia correre Vincenzo Giovanni, ricordando solo che: «il Pd di Carlo Medici ha vanificato la vergognosa delibera che bloccava gli investimenti, voluta da Cusani», mentre il leghista Roberto Boi non perde occasione di rilevare tutte le contraddizioni di un civismo sempre più vicino a Zingaretti ma che ospita anche volti storicamente legati al centrodestra. «La Lega è stato il partito più votato in città – replica – ma se ciò non bastasse a pesare l'inconsistenza di questa analisi, non si può dimenticare che sei stato eletto in una compagine civica con personaggi marcatamente di destra, che possono pure non essere d'accordo sui temi – come il pasticcio di Acqualatina – ma che non dimenticano la propria provenienza». Personaggi citati per nome e cognome: da Marco Moroni nella Casa delle Libertà nel 2002 a Massimo Bortolameotti, ex Forza Italia, passando per l'ex An Angelo Zanlucchi e senza dimenticare il vicesindaco Lanfranco Principi, che del Pdl è stato addirittura dirigente. Un discorso, quello di Ruberti che fa infuriare l'opposizione e non pare aver entusiasmato volti storici della compagine civica, pronti a correggere il tiro. «I cittadini hanno capito che per portare avanti progetti di più ampio respiro – dice Alessandra Lombardi della Rete – due mandati non bastano e hanno deciso di premiare la continuità, vissuta come valore aggiunto». «Ho apprezzato il discorso sobrio e concreto del sindaco – chiosa Mauro Fioratti Spallacci di Aprilia Domani – ha parlato di temi e programmi e non di politica, temi affrontati invece da Ruberti». A rompere la campana di vetro creata da Ruberti attorno al civismo 2.0, ci pensa il sindaco in chiusura. «Sono disponibile ad affidare deleghe anche ai consiglieri di opposizione, andare con loro nelle sedi dei partiti se necessario a trovare soluzioni».