Non è riuscito a completare i due anni di mandato Pietro Gava, il segretario politico del movimento Latina Bene Comune, espressione della maggioranza del Consiglio comunale di Latina che sostiene il sindaco Damiano Coletta. Era stato nominato nel settembre del 2016, tre mesi dopo la travolgente vittoria della civica densa di promesse e forte del vento in poppa dei consensi ricevuti nel turno elettorale. Oggi il segretario, che fu scelto come punto di riferimento per ampliare il raggio di influenza del movimento, declina l'incarico e se ne va in sordina e nel silenzio generale del movimento senza una nota o un cenno, fatta eccezione per una secca dicitura formale nel verbale dell'assemblea dei soci di Lbc del 12 luglio scorso. In quella seduta era all'ordine del giorno la revisione dello Statuto e sulla scorta di questo cambiamento arriva la decisione del segretario. Si legge nel verbale di quella seduta: «Pietro Gava interviene per annunciare le sue dimissioni dalla carica di segretario LBC motivate dalla considerazione che la revisione dello statuto è indirizzata verso una ridefinizione del ruolo del segretario con un maggior ambito di poteri e di azione, non previsti al momento dell'elezione dello stesso a settembre 2016 e quindi ritiene opportuno lasciare la carica per dare la possibilità all'assemblea di procedere di nuovo all'elezione di una/un segretaria/o». Dunque la considerazione di un impegno ancora più gravoso dietro la scelta di lasciare, una motivazione che assomiglia molto a quelle rese dai consiglieri di Lbc in questi due anni per spiegare l'addio a ruoli di responsabilità. Sia Olivier Tassi, che lasciò il ruolo di presidente del consiglio, sia Eugenio Lendaro che si dimise da consigliere, sia i vari Francesco Giri e Massimo Di Trento che abdicarono al ruolo di presidenti di commissione, hanno motivato con la gravosità dell'incarico poco conciliabile con gli impegni lavorativi la decisione di lasciare dando l'idea nel tempo di una sottovalutazione tout court del movimento rispetto all'impegno assunto scegliendo di entrare in politica. Nel verbale si legge che «il Presidente Vicario ringrazia Pietro per l'impegno, l'abnegazione e il senso di responsabilità che ha saputo mettere in campo in una fase complessa della vita del movimento e demanda al Consiglio Generale le decisioni gestionali per il periodo transitorio». Periodo che ora viene gestito in assenza di segreteria politica in un momento non certo facile dello schieramento di governo, con la vicenda Abc da dirimere e dimissioni già consumate (il dirigente all'ambiente andrà via dall'1 settembre) e nell'aria (quella del direttore generale di Abc Bernardini) da gestire. Non è esclusa però la strada di riprendere Gava in altri ruoli e di farlo entrare nella segreteria del sindaco, indiscrezione che era emersa al momento del rimpasto di giunta con la sostituzione dei tre assessori. Intanto Lbc in una nota (che non fa alcun cenno alle dimissioni di Gava) chiarisce di non avere motivi politici per preoccuparsi del futuro. «All'interno del movimento esiste un dibattito aperto e costruttivo - scrivono - attualmente legato alla revisione dello Statuto, ad una riorganizzazione interna utile a promuovere maggiore partecipazione e apertura verso l'esterno. La finalità è quella di organismi più snelli e forum tematici, la cui centralità e maggiore autonomia sono sollecitati e percepiti come esigenza preponderante in ragione della sensibilità civica che caratterizza LBC. Riteniamo che l'Amministrazione stia lavorando per la città in modo costruttivo, attraverso scelte e azioni rivolte alla risoluzione delle criticità, con tutte le difficoltà che esse innegabilmente comportano»