Una voce fuori dal coro sull'ospedale è quella di Annalisa Muzio, presidente dell'associazione Minerva, che chiede che fine abbiano fatto i soldi per l'ampliamento dell'ospedale Santa Maria Goretti stanziati dalla Regione Lazio. 

"Come ogni estate che si rispetti, a Latina, si è tornati a parlare dell'ospedale Goretti di Latina. Un ospedale che, è sotto gli occhi di tutti, non è più in grado di reggere l'enorme carico di utenti che si rivolgono alla struttura e in special modo al Pronto Soccorso, ormai al collasso.
Riflettendo su questa vicenda, e avendo ascoltato commenti, dichiarazioni, interviste rilasciate in queste ultime settimane, non posso non notare – commenta l'avvocato Annalisa Muzio, Presidente dell'Associazione Minerva – come nel giro di appena 15 giorni tutti si trovino magicamente d'accordo sulla necessità di realizzare una nuova struttura. Progetti, idee partorite 15 anni fa, chiacchere che però non vanno a migliorare, almeno nel medio termine, la qualità di vita dei cittadini di Latina costretti a intere giornate di attesa per una visita o, peggio ancora, a improbabili ricoveri su barelle in improvvisati reparti senza privacy e senza adeguati servizi per la carenza di organico.
E allora quello che tutti noi cittadini ci chiediamo è: non è che sarà l'ennesimo tentativo di fare "annusare" ai cittadini la possibilità di avere finalmente qualcosa che possa darci pregio per poi di nuovo accorgerci, ahimè, che invece si tratta solo dell'ennesima propaganda che per carità seppure animata da buona fede e ottimi propositi, non andrebbe a risolvere i reali problemi del nostro ospedale?
E' ovvio che tutti siamo concordi sulla incredibile opportunità che si avrebbe con la realizzazione di un nosocomio nuovo di zecca, e magari realizzato in una zona strategica nei pressi della Pontina che si spera possa diventare, prima o poi, una strada diversa da quella attuale. Ma i tempi sarebbero lunghissimi, l'iter da seguire ancora di più, e la nostra provincia è già in affanno da troppo tempo e lo sarà ancora di più se, come si sta ipotizzando, verranno chiusi anche i centri di primo soccorso dei comuni di Cori, Sezze, Cisterna, Fondi e Sabaudia (che rappresenta un importante pronto soccorso estivo).
E allora – suggerisce l'avv. Annalisa Muzio – non sarebbe meglio partire dalle cose urgenti, e realmente fattibili, invece di rincorrere progetti faraonici che, hanno bisogno di tempo che noi non abbiamo?
E poi ricordiamoci che i soldi, per l'ampliamento del Goretti, già ci sono. Sono stati già ampiamenti stanziati e il progetto è stato anche presentato alla stampa.
Lo scorso 13 marzo il direttore generale della Asl, Giorgio Casati, ha presentato alla stampa, quello che fu definito come il piano strategico per l'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, con ampliamenti e ristrutturazioni e una nuova palazzina.
Un investimento complessivo di oltre 34 milioni di euro, per completare l'intero piano strategico a lungo termine, con i primi due progetti già finanziati ed esecutivi che riguardano l'ampliamento del pronto soccorso e la ristrutturazione dell'ex palazzina del 118. Un progetto sbandierato dal Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, in campagna elettorale che Latina, però, ancora aspetta!
Complessivamente, se tutto verrà realizzato, il Goretti arriverà ad avere posti letto in più, una maggiore organizzazione degli spazi e soprattutto sale operatorie raddoppiate. Per quanto riguarda il pronto soccorso, poi, si prevede un ampliamento di 340 metri quadrati in cui sarà realizzato anche uno spazio riservato al percorso nascita. Ristrutturando poi una parte degli spazi, già destinati al pronto soccorso si potrà ottenere una maggiore organizzazione con la disponibilità complessiva di 1.490 metri quadrati.
Nell'edificio che una volta era destinato al 118, circa 600 metri quadri, sarà collocato il Cup consentendo quindi di liberare spazio al Padiglione Porfiri, oltre al servizio di consegna referti, all'attività di prelievo e alla diabetologia. Il piano prevede poi la realizzazione di una nuova palazzina alle spalle dell'attuale ingresso del nosocomio: 710 metri quadri a piano per un totale di 4 piani (seminterrato, piano terra, primo e secondo piano). I nuovi volumi consentiranno di ridisegnare completamente gli spazi e l'organizzazione interna dell'ospedale.
Come spiegò in conferenza stampa il Direttore Casati, "ci saranno aree di degenza e ambulatori ad utilizzo di più discipline. Al piano terra ci saranno spogliatoi e un'area dedicata alla centrale di continuità assistenziale che potrà più agevolmente gestire e collocare i pazienti post acuzie. Al piano terra, l'area allargata del pronto soccorso, gli ambulatori e il bar. Al primo piano la terapia intensiva e la rianimazione, con la neurologia, medicina e chirurgia d'urgenza, dialisi e cardiologia. Al secondo sarà destinata invece l'attività di chirurgia ordinaria, con il raddoppio delle sale operatorie. Il terzo piano sarà interamente dedicato al materno infantile, il quarto all'ortopedia, il quinto alla geriatria e al sesto saranno infine collocati i laboratori di analisi".
Il progetto, dunque c'è ed è già finanziato dalla Regione, adesso si attende solo la gara e il successivo affidamento dei lavori.
E allora – conclude l'avv. Muzio – invece di riconcorrere progetti fantasmagorici – perché non sollecitare la realizzazione di quello che già esiste ed è concreto? Per l'interesse della nostra città adesso la parola dovrebbe passare al sindaco! Sarebbe ora di dare vita a quella filiera istituzionale di cui tanto si parla. Credo sia arrivato il momento di cambiare. Latina merita molto di più!"