La convocazione della commissione chiamata a licenziare gli atti da portare in Consiglio comunale 24 ore prima dell'assise è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I consiglieri di minoranza, dunque, ritenendo violate le norme dello Statuto e ritenendo l'atteggiamento lesivo anche del confronto democratico, hanno deciso di dimettersi in blocco dalle stesse commissioni per protesta, per lanciare un segnale. E al contempo la situazione è stata descritta in una nota inviata al Prefetto Maria Rosa Trio.
«Le Commissioni consiliari, da Statuto comunale, - spiegano i rappresentanti della civica "Sperlonga Cambia" - dovrebbero avere una funzione consultiva e/o istruttoria sulle materie di competenza e il loro compito principale è l'esame preparatorio degli atti deliberativi del Consiglio. A Sperlonga, invece, le Commissioni consiliari sono considerate come mere stanze passacarte tra l'attività istruttoria svolta da ignoti e l'approvazione del Consiglio comunale».
Il problema, come accennato, è nella convocazione della commissione: «Come possono i consiglieri avere la disponibilità della documentazione degli atti del Consiglio comunale quattro giorni prima della seduta se la commissione che dovrà licenziare quegli atti – domandano – è convocata 24 ore prima del Consiglio medesimo?». In tal modo, insomma, verrebbe meno la funzione istruttoria della commissione. «Dispiace dover constatare che il presidente della commissione in questione e i consiglieri di maggioranza si prestino senza battere ciglio a un simile modus operandi, che svilisce anche il loro ruolo e la loro funzione all'interno delle istituzioni comunali». Una «farsa». Così concludono nella nota con la quale Toscano, Di Girolamo, Zori e Rossi comunicano le dimissioni dalle rispettive commissioni consiliari di appartenenza.
Non solo una provocazione, visto che del caso, dicevamo, è stato interessato anche il Prefetto.
«Quando il ruolo delle Istituzioni viene non solo svilito, ma ne viene calpestata anche la dignità, non si può non prenderne atto e reagire. Il gruppo consiliare di minoranza ha quindi deciso di non partecipare alle riunioni delle Commissioni consiliare del Comune di Sperlonga. La nostra permanenza in Consiglio comunale - scrivono al Prefetto - è legata al rispetto per gli elettori di Sperlonga che hanno premiato la nostra lista con oltre il 40% delle preferenze e alla volontà di continuare a contrastare pratiche che riteniamo illegittime. Tuttavia, intendiamo sottoporre all'attenzione di Sua Eccellenza l'enorme difficoltà, se non quando la totale impossibilità, di esercitare la propria funzione istituzionale all'interno di una realtà comunale come quella di Sperlonga».