Contrastare il consumo di suolo, cifra distintiva dell'urbanistica contesa lungo due amministrazioni e falcidiata da inchieste e dall'annullamento dei Ppe, delineare uno schema di assetto del territorio teso a contrastare il modello di città diffusa che ha portato al decadimento del Piano Piccinato con la Latina delle "villettopoli" bollata da Cervellati. E poi sanare i piani annullati soprattutto attraverso l'accorpamento dei comprensori di prg R0, R1 Frezzotti, R2 Piccarello, R3 Prampolini, R4 Goretti, R6 Isonzo, creando un'unica grande macroarea ricalcolandone gli standard e riducendone i volumi. Sono i contenuti, già resi noti un mese fa da Latina Oggi, e ieri approdati anche in commissione urbanistica, della delibera quadro che contiene criteri e indirizzi della pianificazione urbanistica della città. Un documento su cui l'attesa di ordini professionali, imprenditori e politica è stato pressante per mesi, un'aspettativa percepibile anche ieri in una seduta di commissione a cui hanno voluto assistere tecnici e imprenditori noti a questo settore, tra gli altri Luca Baldini, Felice Palumbo, l'architetto Giorgio Ceracchi. Delicato il compito dell'assessore Franco Castaldo, affiancato dalla presidente Celina Mattei e incalzato dall'opposizione sulla scarsa trasparenza di questo documento, condiviso solo ieri con l'opposizione: quello di dare una risposta al problema madre che ha bloccato parte dell'edilizia, i sei piani particolareggiati annullati dal commissario Barbato e invalidati anche dalla recente sentenza del Tar. «Dobbiamo riqualificare la città consolidata che coincide con la parte centrale della città tolte le zone di espansione – ha detto Castaldo – e lo faremo unificando i quartieri R, questo permetterà di riequilibrare gli standard alterati dalle volumetrie concesse e modellati su nuovi confini e recuperare gli edifici ignorati dagli strumenti urbanistici attuali». Questa diversa perimetrazione consentirà anche di rendere legittime le situazioni sospese ma fuori dalle incongruenze rilevate dalla Regione e che hanno portato all'annullamento di sei Ppe. «I piani annullati avevano criticità tali che non potevano essere approvati così come è avvenuto in giunta - ha spiegato l'assessore - Ma nel frattempo si è avviata un'attività edilizia con permessi a costruire rilasciati e basati sulla perequazione. Sono stati formalizzati atti in cui si cedevano aree ma senza che siano stati dati i permessi a costruire. Oggi agiremo con questa nuova perimetrazione». Il punto fermo resta lo stop al consumo di suolo e la ripartenza della pianificazione incentrata su tre poli: Latina scalo, il polo logistico ferroviario, la marina che è risorsa turistica del capoluogo, e la città storica. Come si attueranno questi principi? «Utilizzeremo tutti gli strumenti possibili, i piani attuativi compresi quelli in itinere, i piani di recupero, i principi di rigenerazione urbana, e utilizzeremo tecnici esterni laddove non troveremo professionalità interne ad hoc. Abbiamo già destinato a questo lavoro l'ufficio di piano». L'assessore è stato chiaro anche sui piani in tinere, quelli interrotti con la fine dell'amministrazione Di Giorgi. «Cercheremo di contenerli dentro l'articolo 1 bis della legge regionale, se non fosse possibile andremo in variante ma sempre in consiglio comunale. Dobbiamo puntare sulla ricchezza dei servizi e la riqualificazione delle aree sfruttate in passato senza qualità. Credo che gli imprenditori hanno avuto molto da questa città, spero che metteranno mano a tante situazioni sospese. Vogliamo capire cosa sono disposti a dare per la qualità urbana di Latina».