L'emendamento da tenere d'occhio è il numero 436 al "collegato" al Bilancio che prevede la razionalizzazione dei Consorzi per lo sviluppo industriale del Lazio e che è in discussione in queste ore in Consiglio Regionale. Un piano, quello dell'amministrazione Zingaretti, che prevede la creazione di un unico consorzio industriale del Lazio. La decisione di fondere in un unico ente regionale con competenza su tutte le aree industriali del Lazio era nell'aria da tre anni. Estinguere il consorzio industriale Asi di Frosinone, il Consorzio per lo Sviluppo del Lazio Meridionale di Cassino, il Consorzio Industriale di Roma e Latina, il Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Sud Pontino di Gaeta, il Consorzio di Rieti, sostituirli con un super consorzio regionale risponde ad una logica di razionalizzazione e risparmio. La stessa che lo scorso anno ha portato a fondere i vari Consorzi di Bonifica. E la medesima che da tempo si vuole applicare alle aziende Ater, quelle dell'edilizia pubblica.


La proposta, però, come era inevitabile, ha sollevato certezze e perplessità. Alla Pisana ieri il Consiglio è stato sospeso ma il dibattito s'è acceso a mezzo stampa, con le agenzie invase di dichiarazioni. Tra chi si è detto subito favorevole a questa soluzione troviamo Unindustria. L'associazione degli industriali è socio dei Consorzi delle varie aree del Lazio. «L'emendamento 436 va sicuramente nella direzione da noi auspicata; da anni chiediamo la costituzione di un consorzio unico regionale che preveda risorse specificatamente dedicate e che risponda in maniera concreta e mirata alle mutate esigenze del sistema produttivo della nostra Regione. Unindustria già nel manifesto "Obiettivo Competitività" per il governo regionale presentato a febbraio di questo anno ai candidati alla presidenza della Regione, ha inserito, come punto centrale, proprio la riqualificazione e una connessione diversa delle aree industriali del Lazio. Confidiamo fortemente che il nuovo consorzio unico regionale, in stretta condivisione con la Regione Lazio, e prendendo anche spunto dalle migliori esperienze presenti in Italia ed in Europa, possa intervenire con una pianificazione pluriennale sulle politiche di programmazione regionale e comunitaria. E' importante riportare al centro il tema delle Aree Industriali e della loro dotazione infrastrutturale prevedendo ovviamente risorse dedicate; trasformare e gestire gli agglomerati industriali di competenza del Consorzio Unico in Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA); armonizzare la pianificazione urbanistica del Consorzio Unico con quella del Piano Territoriale Paesistico Regionale, per evitare quanto è accaduto per esempio nell'area di Santa Palomba, dove l'inserimento di vincoli paesaggistici sull'area industriale, ha di fatto comportato il blocco degli investimenti produttivi».


Fermamente contrario il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone: «"Il ruolo dei consorzi industriali è di assoluta rilevanza, poiché essi contribuiscono allo sviluppo del territorio e delle nostre aziende. Nel Lazio, c'è la necessità di affrontare con legge ordinaria l'argomento, soprattutto per affrontare alcune criticità, a partire dalla esigenza di fornire risposte concrete, rendendo più snelle e rapide le procedure, che spesso sono troppo complesse. Dunque, molte volte le nostre aziende attendono troppo tempo, e cosi ad essere penalizzati sono i territori e la nostra economia locale. Per questo, sono rimasto basito dopo aver appreso che il Presidente Zingaretti avrebbe fatto presentare un emendamento al collegato, in discussione in questi giorni in Aula alla Pisana, che prevederebbe il passaggio dagli attuali cinque consorzi ad uno. Resto profondamente perplesso, poiché questa misura non costituisce una priorità. Zingaretti dovrebbe ben conoscere i problemi reali, le esigenze e le peculiarità del nostro tessuto produttivo e delle imprese, che necessitano di una normativa più efficiente per reinterpretare al meglio i propri bisogni. Perciò, auspico e mi auguro vivamente che il Governatore torni sui propri passi, dato che la tematica va affrontata tramite legge ordinaria, con un confronto aperto, al fine di adottare quelle misure volte alla valorizzazione dei consorzi, rendendoli sempre più competitivi anche a livello internazionale. E' necessario ascoltare le vere e più oggettive esigenze delle nostre aziende».