E' stato praticamente il "padre" della protezione civile che qualche anno fa era un fiore all'occhiello della città capoluogo. Poi, sotto le gestioni dei commissari, quella struttura è stata mano a mano smontata e anche l'attuale amministrazione comunale non ha ridato vigore alla squadra che era stata messa su da Gianluca Di Cocco quando era assessore. «Mi aspettavo una replica del Comune dopo che il consigliere di Idea Raimondo Tiero ha sollevato la questione dell'azzeramento della Protezione civile di Latina - afferma Gianluca Di Cocco - Ma constato che nessuno ha voluto parlare e ora speriamo di avere risposte nel question time».
Quanto era a regime il servizio aveva circa 50 persone e una sede, in corso Matteotti. All'interno della struttura c'erano molti professionisti che riuscivano a lavorare all'interno del servizio di protezione civile. «Avevamo fatto interventi di grande rilevanza dall'aiuto nell'emergenza incendi fino all'individuazione delle discariche abusive sul territorio. Una struttura, quella della protezione civile di Latina, che era tra le più blasonate della provincia e del Lazio. La cosa che fa piangere il cuore è che le amministrazioni successive hanno azzerato tutto: niente più sede operativa, niente più pattugliamenti su terra e mare, di cinquanta persone ne sono rimaste un paio».
La protezione civile di Latina lavorava in collaborazione con Croce rossa, Ares 118. «Ora non ci sono più dipendenti assegnati né funzionari. Mi attendevo dopo un mio intervento di qualche tempo fa e dopo quello di Tiero, una risposta dell'amministrazione. Vorrei ricordare che la protezione civile è volontariato, finalizzato al bene comune. Non ha, la protezione civile, colore politico. Spero che questo azzeramento non sia una chiara volontà di colpire chi aveva creato quella struttura, ovvero il sottoscritto. Guardate che non fate alcun danno a me, ma a quelle persone che credono e per anni si sono impegnate a servizio degli altri» Di Cocco conclude dicendo che «sarebbe utile e interessante sapere che fine abbiano fatto i materiali acquistati all'epoca, dalle tende ai gommoni.
E perché non sono stati presentati progetti di finanziamento alla Regione Lazio per il servizio di protezione civile? Il Comune ha il dovere di occuparsi di protezione civile e questa situazione è alquanto assurda».