Ad una settimana dalla conferenza capigruppo saltata per l'assenza di Dario Bellini, capogruppo di Latina Bene Comune, il presidente del Consiglio Massimiliano Colazingari non ha convocato la seduta. E questo sta facendo infuriare i componenti dell'opposizione che accusano Colazingari di non essere super partes ma schierato con la maggioranza. Venerdì scorso la riunione saltò in quanto all'interno di Lbc stava per verificarsi una scissione, con tre consiglieri comunali (Olivier Tassi, Salvatore Antoci e Massimo Di Trento) pronti a staccarsi e a formare un gruppo autonomo in Consiglio comunale. Sempre in maggioranza ma autonomo. A quanto pare la settimana trascorsa non ha risolto il problema e la maggioranza è ancora in piena crisi.

Il capogruppo di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini punta il dito contro il presidente Colazingari. "I Comuni hanno due teste per la sovranità popolare: il sindaco che guida la giunta, e il consiglio comunale che controlla. Il presidente del consiglio comunale è funzione di garanzia per il dovere del controllo. Quando il presidente non è terzo tra esecutivo e consiglio non svolge il proprio ruolo. Il presidente Colazingari dopo l'impossibilità della riunione dei capogruppo della settimana scorsa per problemi della maggioranza, non può far finta di niente e non procedere alla riconvocazione della capigruppo. Le esigenze di tempo dell'esecutivo non sono problemi del Consiglio. Colazingari non ha compreso la delicatezza del suo ruolo, e il suo tifo, lede il diritto di controllo di tutti i consiglieri, di maggioranza o di opposizione che siano. Fa finta di niente e questo fingere è caso politico perché è scelta fare, ma ha peso anche il non fare. Non può rappresentare l'assemblea chi si sente di "una parte dell'assemblea". Attendiamo le prossime mosse di chi non sta guidando l'assemblea rappresentativa del comune ma sta facendo il collaterale al sindaco".