«La Lega non parteciperà ad alcuna iniziativa che possa creare problemi ai giornali e ai loro dipendenti che operano, con fatica e tanta passione, per garantire l'informazione e dare voce a tanti territori italiani». L'onorevole Francesco Zicchieri, deputato della Lega e coordinatore del Carroccio nel Lazio, prende posizione in merito all'ipotesi di taglio ai fondi pubblici per l'Editoria, cavallo di battaglia dell'alleato di Governo M5S. E quando parla uno come Zicchieri, che è vicepresidente del gruppo alla Camera, vuol dire che sta parlando la Lega. Ieri Zicchieri ha esposto pubblicamente la propria contrarietà a un taglio indiscriminato, ad una battaglia "talebana" contro la stampa, dicendosi favorevole «così come lo sono tanti editori e giornalisti di testate locali, a combattere le storture del sistema, per migliorarlo. Io sono con loro», ha scritto sulla sua pagina Facebook. Concetti che ci conferma in toto in questa intervista.
Onorevole Zicchieri, circolano voci e bozze di riforma dei contributi pubblici all'Editoria che in sostanza mirano a una cancellazione degli stessi. Un percorso che rischia di colpire non i "grandi giornali" che da tempo non percepiscono contributi, ma di affossare tantissime piccole realtà locali che danno voce ai territori. Qual è la posizione della Lega?
Le indiscrezioni che stanno circolando sull'inserimento di norme nello schema della prossima legge di bilancio tendenti a tagli sul fondo, a partire addirittura dall'annualità 2019, sono da respingere al mittente. Senza se e senza ma. Sono altresì certo che la volontà degli editori, per la maggior parte cooperative no-profit, è quella di modernizzare e rafforzare il loro mercato anche con modifiche alla legge attuale. Non possiamo accettare tagli come ghigliottine che possano mettere a repentaglio la sussistenza di soltanto una delle aziende editoriali che fanno informazione locale.
Ieri su Facebook ha espresso pubblicamente il suo impegno in difesa dei giornali locali. Qual è la sua esperienza con il giornalismo locale?
Per prima cosa va detto che l'editoria è una grande risorsa per ogni Paese. Sono da cancellare le storture e i privilegi ma vanno tutelate le piccole grandi testate che hanno sempre fatto informazione di qualità e servizio pubblico nei territori. La mia personale esperienza politica è figlia di un rapporto costruttivo, a volte anche conflittuale e su parti contrapposte, con tante realtà di informazione locale senza le quali non avrebbero trovato eco le tante battaglie sostenute in questi anni. Dal Consiglio comunale della mia città, Terracina, al Parlamento. I giornali locali sono stati la fucina che ha prodotto grandi giornalisti ed editano una mole di informazioni che mai le testate nazionali potrebbero coprire.
Da parte del M5S c'è una sorta di guerra di principio verso i grandi giornali. Cosa ne pensa?
Una guerra talebana e quindi irrazionale a giornali storici è un errore che favorisce "editori" che vedono nella carta stampata non un investimento industriale o culturale ma una mera opportunità di indirizzare le masse, di fare politica. La Lega è sempre stata contro questa logica e ancora una volta ribadiamo: nessuno (neppure gli editori e cooperative locali) intende difendere storture, anzi, incentivare all'innovazione è un obiettivo comune che permette di tutelare migliaia di posti di lavoro. Sono certo che i primi a voler esser coinvolti per lavorare su questo sono proprio piccoli editori e le migliaia di giornalisti che, svolgendo il loro mestiere dalla "provincia", danno un servizio al Paese. I giornali sono un patrimonio del nostro Paese e non possono essere oggetto di vendette.
Un danno anche per tutto il settore, non solo per i giornalisti, ma anche per poligrafici, edicole e via dicendo.
«Esatto. La filiera alla quale appartengono i quotidiani locali è fatta anche di tante aziende dell'indotto: tipografie, trasportatori, edicolanti. Migliaia di posti di lavoro che andrebbero in fumo senza alcuna previsione sul costo sociale che ciò comporterebbe. Costo sicuramente superiore al beneficio ottenuto.
Cosa farà la Lega su questo tema, che prossimamente finirà in agenda in Parlamento?
la Lega vigilerà in tutte le sedi affinchè non vengano emanate norme che, in un momento di grande trasformazione per questo settore, potrebbero essere letali per la sopravvivenza di quasi tutte le aziende del comparto editoriale". La Lega è con i territori, difende le identità. La Lega è con i giornali locali di tutta Italia.