Tre poli al posto di uno, i vicecapogruppo Olivier Tassi e Valeria Campagna ad affiancare Dario Bellini: si è chiusa così la crisi interna a Lbc che il sindaco ha derubricato a momento di confronto tipico della dialettica di Lbc. Oggi ne parla uno dei protagonisti.
Tassi cominciamo dai termini, lei aveva parlato di "crisi" e ha chiesto di non sottovalutarla. Coletta e Bellini hanno detto: non chiamatela crisi, è semplice "dialettica interna". Insomma che cosa è accaduto in Lbc?
Io e gli altri consiglieri abbiamo espresso un malessere e siamo convinti che la crisi rimanga. Continuiamo a definirla così, e riteniamo occorrano interventi radicali e anche veloci; il confronto interno va avanti da molti mesi nei quali abbiamo esposto la necessità di cambiare corso all'azione amministrativa. Semplici aggiustamenti hanno lasciato i problemi immutati e a quel punto abbiamo preso la decisione di ragionare su un gruppo alternativo a Lbc.

Il finale però è stato un altro. Cosa è accaduto?
Siamo stati fermati da una richiesta accorata da parte del sindaco e degli altri consiglieri della maggioranza. Abbiamo acconsentito sperando nel rispetto degli impegni, nel senso che ci aspettiamo in tempi brevi interventi decisi per attuare il cambiamento promesso ai cittadini. Questa è una fase interlocutoria nella quale ci aspettiamo che il sindaco e la giunta prendano provvedimenti urgenti. Se le cose non funzionano da mesi ci sono delle responsabilità da individuare e correggere.

L'ipotesi di gruppi collegati alle liste è tramontata del tutto?
Non è tramontata e resta in piedi. Il gruppo unico fu una buona scelta all'inizio della consiliatura con tante emergenze da affrontare, oggi abbiamo acquisito come consiglieri una certa maturità e tre gruppi potrebbero esprimere la giusta pluralità.

Lei ha detto che servivano "cambiamenti radicali". Bastava la nomina di lei e Campagna come vicecapogruppo per realizzare il cambiamento?
Assolutamente no, questo è un primo passaggio, un modo interno di dare voce a punti di vista diversi. Abbiamo deciso di accogliere questa richiesta e dare un segnale di responsabilità, quello di non creare delle fratture nella maggioranza.

Non crede che questo cambiamento dia oggi l'idea di una stelletta appuntata sul petto come se il tema fosse la visibilità? Avevate sostenuto anche che un altro gruppo avrebbe rappresentato la possibilità di un voto, e di numeri, diversi.
Avremmo avuto molta più visibilità facendo un gruppo a parte invece la scelta di rimanere all'interno di Lbc è di responsabilità, questo non significa che abbandoniamo la posizione critica su alcuni problemi come la gestione dei rifiuti, l'urbanistica, i lavori pubblici e trasversalmente la gestione della macchina amministrativa, che è la priorità delle priorità. E oggi la macchina non è sicuramente quella adatta a metterci in grado di attuare il nostro programma.

Come si cambia il cuore del Comune?
La macchina amministrativa va potenziata e ci si deve organizzare per attingere fuori, anche con incarichi esterni, ma governati da una struttura che abbia procedure e competenze tecniche più forti.

A proposito di questo, ci sono alcuni ruoli che sono stati messi in discussione, quello del vicesindaco Briganti e anche del direttore generale.
Quando le cose non vanno per lungo tempo vuol dire che chi ricopre ruoli di responsabilità non è riuscito a raggiungere gli obiettivi. Chiaramente ci fermiamo qui, perché è il sindaco che ha la responsabilità di decidere sulle deleghe e intervenire sul direttore generale. Ed è a lui che abbiamo fatto appello, noi abbiamo accolto la sua richiesta però chiedendogli di fare anche questa riflessione.


Abc non è la favola che luccica raccontata all'inizio ed erano giusti molti dei rilievi dell'ex assessore Costanzo come la necessità di creare regolamento e struttura per il controllo analogo.
Mettere in piedi sistemi di controllo è indispensabile. Il controllo analogo era uno dei temi su cui ero d'accordo con Costanzo, ma per molti mesi siamo rimasti inascoltati. Oggi si sta finalmente attuando, ma diciamo che ci sono tanti altri elementi fondamentali per far funzionare un'azienda come le regole per le procedure di acquisto e il regolamento del personale, che sono state sottovalutate. Il management di Abc non è stato all'altezza. Ci vuole un cambio di passo di Abc, ma non è che nel Comune le cose siano andate meglio con dirigenti che hanno sofferto il rapporto con l'azienda speciale. Il piano industriale è il faro di un'azienda e non è stato ancora presentato, è grave. Si deve cambiare marcia, e in fretta.