E' andato in scena un brutto spettacolo nel consiglio comunale in corso questa mattina in aula consiliare a Latina. La seduta in seconda convocazione e con un quorum più basso, già tesa dall'avvio per le polemiche relative al "buco" di ieri della prima convocazione, è degenerato in una vera e propria bagarre tra urla e scontri verbali reciproci tra maggioranza e opposizione. Il presidente del consiglio Massimiliano Colazingari è stato costretto a sospendere la seduta: "In queste condizioni non si può andare avanti, questo non è un mercato, vi state offendendo l'uno contro l'altro e non è tollerabile. Posso capire la dialettica e diatriba politica, ma non si può stare in un'aula consiliare e in un Comune italiano con queste modalità". La polemica era scoppiata alla richiesta del capogruppo di Lbc Dario Bellini di invertire l'ordine dei lavori, arrivati a un punto caldo, con la discussione della delibera di indirizzo sull'urbanistica e a seguire quella della rimodulazione del canone annuale dovuto all'azienda Abc. Bellini proponeva di discutere prima di questi punti quello della mozione, proposta da lui stesso, sulla sospensione "decreto legge Sicurezza e immigrazione". Calandrini ha ricordato che ci sono in ballo tematiche nevralgiche e più attinenti alla città" e che la prassi istituita dal presidente del consiglio è mettere le mozioni alla fine dell'ordine dei lavori. Altri, come Calvi Carnevale e Adinolfi, hanno ricordato a Lbc che ieri hanno disertato in blocco il consiglio per impegni personali e "che se il punto sul decreto immigrazione era così importante avrebbero potuto presentarsi". Lbc sostiene di dover discutere subito il decreto immigrazione perché è stato approvato oggi e la civica punta a farlo arrivare subito la proposta in Senato. Da lì la discussione è degenerata tra le urla e la seduta è stata sospesa. Il consiglio questa mattina ha approvato, con la sola presenza della maggioranza, alcuni debiti fuori bilancio tra cui quello di soli interessi dovuti all'ex società del Tpl Atral, che ammonta a 1,5 milioni di euro. Tra le fila di Lbc ci sono cinque assenti, Olivier Tassi, Valeria Campagna, Luisa Mobili, Maria Grazia Ciolfi e Massimo Di Trento. Assenti tra le opposizioni, Enrico Forte e Giorgio Ialongo.