Un appalto da 350.000 euro preso nel febbraio 2018 per la manutenzione ordinaria delle strade di Aprilia è diventato problematico per l'impresa aggiudicatrice già un mese dopo. Ci può pure stare se le condizioni generali delle strade sono pessime, ma di straordinario c'è che soltanto quattro mesi dopo, e cioè nel giugno 2018, la stessa impresa, la Vi.Am Infrastrutture di Roma, si vede costretta a scrivere al Comune per segnalare che gli interventi di manutenzione sostenuti hanno già abbondantemente superato la soglia di spesa prevista all'amministrazione per l'intera durata dell'appalto.
«Abbiamo già fatturato 179.000 euro - scriveva il 13 giugno il responsabile della ditta romana - Ne stiamo per fatturare altri 27.000, ma stando alle nostre proiezioni sono stati già effettuati altri lavori che dovremo fatturare per ulteriori 197.000 euro». Un rapido conto, e siamo già a quota 413.000 euro, cioè 63.000 euro oltre la disponibilità finanziaria prevista.
C'è qualcosa che non funziona: l'impresa Vi.Am ha le mani bucate? Oppure è troppo solerte nell'esecuzione dei lavori di manutenzione delle strade? Né l'una né l'altra cosa. L'impresa è seria, e infatti si preoccupa per tempo di tenere aggiornato il Comune sull'andamento dell'appalto. E il responsabile del Servizio Tecnologico del Comune, l'ingegner Corrado Costantino, è il primo a saltare sulla sedia dopo aver ricevuto la nota del 13 giugno. Dietro di lui, salta sulla sedia anche il Direttore dei Lavori, l'ingegner Cocco.
Il primo ritiene che sì, gli interventi di urgenza possono essere commissionati dalla Polizia Municipale anche con una telefonata, ma che per il resto i lavori vanno necessariamente preceduti da deliberazioni o determinazioni con tanto di impegno di spesa. Il secondo si affretta a sottolineare che i lavori già effettuati e che la Vi.Am si appresta a fatturare per 197.000 euro, non hanno mai avuto un visto o un via libera da parte sua, tantomeno una qualsiasi disposizione di servizio. E allora cosa è successo? Come ha fatto la Vi.Am ad effettuare tutti quegli interventi nel giro di tre o quattro mesi, oltrepassando allegramente la soglia della disponibilità finanziaria dell'ente committente? E' stata forse la Polizia Locale a richiedere per telefono di rimettere in sesto tutte le strade possibili del Comune di Aprilia? Macché, anche il comandante facente funzioni dei vigili urbani, di fronte ai rilievi dell'impresa ha allargato le braccia sconsolato.
La cosa si complica, ma non c'è alcun mistero. E' semplicemente accaduto che nel maggio 2018 ad Aprilia si è votato per il rinnovo del Consiglio comunale e l'elezione del nuovo sindaco. E questo significa che alla fine di febbraio, quando la Vi.Am ha materialmente preso in mano l'appalto per la manutenzione delle strade, si era già in campagna elettorale. E non si è mai vista una campagna elettorale durante la quale non si riasfaltano le strade. Sì, vabbè, ma il quesito di fondo resta: di chi è stata la «manina», anzi la vocina, che ha sollecitato o spinto l'impresa romana ad eseguire in quattro e quattr'otto più interventi di quanti fossero previsti?  Se non è stato il Responsabile unico del procedimento, e nemmeno il Direttore dei Lavori e neanche il Comando della Polizia Locale, gli ordini da chi arrivavano? Una mezza idea, forse anche tutta intera, se la sono fatta i consiglieri comunali Roberto Boi, della Lega, e Vincenzo La Pegna di Valore Comune: i due sono convinti che all'indomani del 10 giugno, quando Terra e Vulcano sono andati al ballottaggio, la Vi.Am abbia inteso tutelarsi scrivendo al Comune di Aprilia il 13 giugno segnalando lo sforamento del tetto dei lavori. Poi sarebbe stato il nuovo sindaco a risolvere la questione. E il nuovo sindaco, dal 24 giugno, è risultato essere lo stesso di prima, Antonio Terra. Non sappiamo se ha già provveduto a risolvere o meno.
Boi e La Pegna sostengono che potrebbe essere stata propria la sua, di Terra, la manina che ha generato questo casino. E siccome sono proprio convinti di questo, hanno pensato fosse il caso di trasferire questo pasticciaccio all'attenzione della Procura della Repubblica, all'Anac e pure alla Corte dei Conti, per non fare torto a nessuno.
E adesso staremo a vedere come va a finire. La strada, pure stavolta, è accidentata, ma non c'è più nessuno disposto a chiedere l'intervento urgente della Vi.Am.. Nemmeno per le vie brevi, neppure per telefono.