«Oggi non è tempo per un nuovo Prg, dovevamo dare risposte a chi le aspetta. Con questa delibera aperta alle possibilità che non certifica strumenti attuativi, non diamo elementi di certezza. In questo campo le certezze non ci sono». Così l'assessore all'urbanistica Franco Castaldo ha aperto ieri il dibattito sulla proposta di deliberazione relativa a criteri e indirizzi della ripianificazione degli strumenti urbanistici attuativi annullati. La delibera è stata approvata con 18 voti a favore di Lbc e i cinque contrari di Zuliani, Calandrini, Coluzzi, Adinolfi e Celentano. Dopo due anni e mezzo di limbo il momento era atteso per capire come la nuova amministrazione voleva muoversi con i piani particolareggiati annullati dal commissario Giacomo Barbato insieme ai 22 ambiti di intervento per i Print. E la risposta, per certi versi sorprendente è contenuta nella delibera ed è stata poi spiegata dall'assessore. «la nuova pianificazione sarà orientata , in parte, a riaffermare i presupposti urbanistici e edilizi che hanno consentito edificazioni e cambi di destinazione d'uso dei suoli, in virtù della revisione dei piani» recita la delibera.
Come superare le criticità dei piani annullati? «Con nuovi Ppe in variante al Piano regolatore generale che considerano come già esistenti gli edifici costruiti su permessi a costruire emessi in vigenza dei Ppe poi annullati", ha detto l'assessore Castaldo in aggiunta all'ipotesi sperimentale di accorpare i comparti Frezzotti, Prampolini e Isonzo con quello R0, nucleo di fondazione per il quale non si è mai arrivati a una definizione di Ppe, e con quello Goretti e Piccarello, R4 e R2. Un accorpamento per farne un unicum per il ricalcolo degli standard, allo scopo di ridurre la pletora di pianificazione attuativa. «Il problema va affrontato su due piani: uno edilizio, uno urbanistico. Quando faccio nuovo piano attuativo, non può essere in sanatoria.
Dunque sul piano edilizio dovranno considerare quegli edifici come esistenti, poi procederemo al piano attuativo». A difendere la scelta politica è stato il sindaco Coletta: «Oggi si vota una delibera di indirizzo che individua una scelta, una linea, una visione politica e la nostra visione è quella del contrasto al consumo di suolo e della riqualificazione, punto di partenza essenziale, che è perfettamente conforme alla visione delle città europee. Città come spazio in cui i cittadini trovano risposte alla voglia di vivere bene. Ripartiamo da qui».