Non c'era nulla di strano nel manifesto che il circolo apriliano dell'Anpi avrebbe voluto leggere in occasione della Giornata delle Forze armate, festa dell'Unità nazionale del 4 novembre. Un generico ricordo ai caduti della prima Guerra mondiale in occasione del centenario dalla fine, l'eroismo dei soldati italiani che nella Guerra Guerra lottarono e in molti persero la vita, un richiamo ai valori riportati nella carta costituzionale della nostra repubblica, nata dopo la liberazione del paese dal nazifascismo e riconoscenza a tutte le forze armate schierate in difesa della Repubblica italiana. Eppure, nonostante la totale assenza di spunti polemici, dopo un lungo tira e molla l'amministrazione ha negato la lettura di quel documento, tanto che l'Anpi per polemica, alla manifestazione posticipata che si è svolta ieri, ha preferito non partecipare. A creare l'imbarazzo delle civiche, tanto da spingerle a non dare una risposta definitiva sul testo del discorso già concordato il mese precedente con il gabinetto del sindaco, la ritrosia di alcune associazioni combattentistiche. Fatto sta che solo a ridosso della manifestazione il diniego della variegata compagine civica ha provocato la protesta del circolo Vittorio Arrigoni che ha preferito disertare l'evento.
«Avremmo voluto partecipare – spiega il circolo locale dell'Anpi – ma la nostra visione della storia nazionale, non lontana da quella del Presidente della Repubblica, non è stata accettata da alcune associazioni combattentistiche e d'arma a cui il sindaco non ha saputo dire no, forse anche per quella insana abitudine di mantenere intatte ritualità divenute nel tempo purtroppo patrimonio inalienabile di alcuni gruppi sociali, prive di valore pedagogico per le nuove generazioni»