Ritardi, azioni contraddittorie e studi di fattibilità richiesti e poi accantonati: l'ampliamento del cimitero continua essere un rebus per la maggioranza Terra. Un puzzle di difficile soluzione per la giunta, che sembra navigare a vista senza una reale pianificazione. In quasi dieci anni la coalizione civica non ha ancora completato il progetto per l'ampliamento, mostrando anzi incoerenza sulle scelte intraprese. A fotografare la situazione è il direttivo del Terzo Polo Aprilia Futura, che sottolinea come il vecchio progetto che prevedeva l'ampliamento verso il territorio di Lanuvio sia stato oggi abbandonato, visto che la delibera di giunta approvata pochi giorni fa prevede l'allargamento verso l'interno della città, con l'eliminazione di alcuni parcheggi. «Che la questione dell'ampliamento del cimitero fosse da anni - spiega il direttivo - sul tavolo di diverse amministrazioni è un fatto risaputo, ma riuscire a scontentare tutti la dice lunga sull'intera gestione. E solo per ricordare l'impegno morale chi si spese in passato sulla questione vogliamo rimarcare che nel 2006 l'allora consigliere d'opposizione Domenico D'Alessio presentò, insieme al geometra Luigi Bonadonna a nome dei Socialisti di Aprilia, una proposta sull'espansione del cimitero verso il confine di Lanuvio. Il progetto prevedeva la realizzazione di 17.000 mila loculi, di un forno crematorio e di uno spazio per le tumulazione di altre etnie o riti religiosi, oltre che l'ampliamento dei parcheggi e l'accesso principale su via Cattaneo».
Nel frattempo l'amministrazione Santangelo, per sopperire all'emergenza, approvò una serie di soprelevazioni (lavori terminati nel 2016) per assicurare una risposta alle necessità dei cittadini. La questione tornò alla ribalta nel 2013, quando la giunta Terra diede incarico all'assessorato ai Lavori Pubblici di sviluppare una proposta di espansione, che venne pensata a ridosso dei parcheggi e del capolinea dei bus. Un piano che non convinceva tutti gli alleati. «Si avviò una discussione per sincerarsi se questa fosse la soluzione ideale. Il Terzo Polo - ricorda l'ex vice sindaco e assessore all'Urbanistica, Franco Gabriele - riportò alla luce il progetto del 2006 di D'Alessio. E dopo diverse discussioni, anche aspre, la coalizione decise di condividere questa idea. Convinti che la strada ormai fosse segnata, ci aspettavamo che l'assessorato formalizzasse la nuova proposta verso Lanuvio».
Invece l'iter non è stato così spedito, visto che gli atti prodotti sono stati un incarico di 30 mila euro affidato allo studio Celani-Rosella (determina 309 del 23 dicembre 2015) per redigere una variante connessa al piano regolatore cimiteriale e un progetto preliminare per l'ampliamento, poi un ulteriore determina (938 del 2017) per affidare agli stessi architetti la stesura della variante e lo studio di fattibilità. Atti che sembrano esseri stati dimenticati dalla giunta, che dopo le elezioni ha cambiato nuovamente idea. «Malgrado questa tela di Penelope la giunta ha approvato - continua Gabriele - un progetto sull'area del parcheggio. Con un incarico professionale affidato a un altro architetto e con la stessa proposta contestata dal Terzo Polo». Una scelta sbagliata a giudizio del movimento, non solo perché comporterà la soppressione di parte dei parcheggi. «Un cimitero non può espandersi verso la città, così come la norma detta, del limite di 200 metri. E dunque - continua il direttivo - se non va bene la nostra proposta, proviamo a pensare a un nuovo cimitero. Ma che sia una soluzione. Bisogna affrontare seriamente un tema così delicato, smettendola di affidare incarichi su incarichi che non hanno prodotto nulla».