Si sono dati appuntamento a Pontinia, dove l'ultimo segretario provinciale di Alleanza Nazionale, Giuseppe Mochi, ha radunato un pezzo importante della storia della destra della provincia di #Latina e di #Roma: da Silvano Moffa a Gianni Alemanno, passando per il capogruppo della Lega alla Regione Lazio, Tripodi Orlando Angelo e finendo con il segretario Generale dell'Ugl Francesco Paolo Capone in pole position per le prossime elezioni Europee nelle liste del movimento di Salvini.
Un'occasione per ritrovare vecchi amici e rinsaldare i ranghi di una comunità orfana di una leadership, in provincia e a Latina, che guarda alla Lega anche e sopratutto in vista delle prossime Europee, appuntamento fondamentale per i sovranisti che vogliono ridisegnare i rapporti di forza nel Parlamento e nella Commissione Europea.

"Vogliamo un'Europa dei popoli e non delle banche" hanno ripetuto a più riprese i protagonisti della serata che hanno spiegato come oggi la dicotomia politica non si esplichi più tra diverse ideologie come il capitalismo e il comunismo ma tra chi è a favore delle elité e chi invece si schiera dalla parte del popolo.
Capone, Segretario Generale dell'Ugl, ha spiegato bene le ragioni di una manovra che per la prima volta cerca di redistribuire la ricchezza penalizzando gli istituti di credito e offendo una speranza a chi finora è rimasto ai margini. Quota cento e la possibilità di scegliere di andare in pensione a 62 anni, dopo aver maturato la giusta quota di contributi previdenziali, sono i cavalli di battaglia di un sindacato che ha scelto di scendere in campo al fianco della politica economica impostata dal governo e dal sottosegretario Durigon.
Moffa ha spiegato come il Sovranismo altro non sia che la riscoperta delle identità nazionali all'interno di un contesto più ampio che non deve annullarle ma valorizzarle.
Tripodi ha ricordato le battaglie della Lega in Regione e sottolineato come l'impegno congressuale di Zingaretti allontani ancor di più il governo regionale dai territori e dalla province.
Alemanno ha infiammato la platea spiegando che anche chi si professa contro i sovranisti come la Merkel e Macron in realtà applichino nei loro paesi politiche sovraniste: la cancelliera accollando all'Europa le spese per il mantenimento del welfare per il suo ceto medio e il primo ministro francese attuando politiche anti immigrati al limite del rispetto dei trattati internazionali.
Infine Mochi, rivolgendosi alla platea, ha concluso ricordando alla comunità della destra pontina che proprio in vista delle prossime elezioni Europee è necessario più che mai fare una scelta di campo e tornare ad essere protagonisti nelle istituzioni.