Il piano industriale di Abc? Non pervenuto. Il mutuo per far decollare la società e la differenziata porta a porta? Non pervenuto. Sono almeno due le grosse incognite che ancora pesano sul percorso dell'azienda in house per la gestione dei rifiuti del Comune di Latina. Andando per ordine dalle parte di Piazza del Popolo è diventato quasi un avatar il piano industriale redatto dalla società trevigiana Contarina, annunciato da mesi, promesso anche nell'ultima commissione sulla rimodulazione del contratto dal presidente della società Demetrio De Stefano, ma, sembra, ancora mai recepito per le vie ufficiali dal Comune di Latina. Senza il piano industriale neanche il bilancio previsionale può essere approvato ed era stato lo stesso super controllore Diego Vicaro ad ammettere in seduta pubblica la gravità di questa vacatio. «Io sono abituato ad avere a che fare con atti e documenti, le bozze valgono poco. Devo dire che io il piano industriale di Abc non l'ho visto nemmeno in bozza». Era un mese fa, ma la situazione non sembra essere variata di molto. Scrive la consigliera del Pd Zuliani di aver chiesto negli uffici di conoscere il Piano Industriale, di averne copia, «ma tutti i dirigenti e funzionari dei servizi coinvolti nel rapporto con ABC dicono che loro non hanno nulla in mano, ABC non ha dato nulla. D'altronde, senza un regolamento del controllo analogo che stabilisca chi deve fare cosa ed eventualmente delle sanzioni nel caso non si rispettino le regole, ABC può fare quello che le pare. E' insostenibile la situazione che questa amministrazione avalla: la trasparenza è completamente assente ma anche il rispetto delle regole di base relative alla tempistica imposta dallo Statuto». «Cosa impedisce - si chiede Zuliani - di inviare immediatamente questo documento che determina i numeri del bilancio previsionale che, ripeto, doveva essere approvato dal Consiglio il 31 ottobre i? Anche il Piano Industriale va approvato in Consiglio, ma prima va studiato, discusso e tutti questi passaggi richiedono tempo. In questo «gioco» sono le tasche dei contribuenti di Latina ad essere in pericolo». Altra incognita da novanta è quella legata al mutuo da accendere in parte presso Cassa Depositi e Prestiti (in parte con privati) e con la garanzia del Comune. Nella relazione di Manzi e Vicaro si diceva che sarebbe dovuto essere di 18 milioni e non di 12, dunque con una previsione diversa rispetto alla relazione ex art.34 che è fondante per la costituzione di Abc e che è stata votata l'8 agosto 2017. Oggi le previsioni sono lievitate ancora: secondo le indiscrezioni che trapelano, il mutuo potrebbe sforare oltre i 20 milioni di euro, quasi il doppio di quanto fu calcolato secondo il progetto di Erica. Le previsioni che hanno consentito la costituzione dell'azienda rischiano ora di saltare a meno che non si faccia un diverso piano di investimenti, ma come si collocano gli eventuali paracadute da attuare? L'altro problema è anche chi eroga il mutuo, le garanzie dovrebbe darle il Comune di Latina con specifici atti di bilancio da portare in consiglio. E forse non è proprio un caso che il dirigente del Bilancio Giuseppe Manzi, super stimato dai vertici e fino a poco tempo fa inossidabile alla guida del settore, sia stato spostato ai tributi per fare posto a un altro dirigente. Ipotesi e congetture? Forse, ma manca del tutto la chiarezza sui passaggi della partecipata che gestisce il settore più importante della città