L'amministrazione comunale dichiara guerra alla Cogei Italia. Ritenendola responsabile dell'inquinamento ambientale del fosso della Ficoccia, dovuto alla brusca interruzione dei lavori per disaccordi di natura economica e contrattuale, dichiara la risoluzione del contratto stipulato per il maxi ampliamento del depuratore di via del Campo per inadempimenti e ritardi nella consegna delle opere fissata a metà luglio di quest'anno e chiede anche il risarcimento del danno, che in parte verrà coperto attraverso l'escussione della polizza fideiussoria.
L'ultimo atto di una guerra che va avanti da mesi, prende forma nel corpo della determinazione 358 a firma del dirigente dei lavori pubblici. Secondo l'amministrazione è stato proprio il comportamento della ditta, che mesi fa ha abbandonato per una diatriba di natura economica il cantiere in corso, a causare l'inquinamento ambientale del fosso della Ficoccia e una situazione di emergenza dal punto di vista igienico sanitario per far fronte alla quale l'amministrazione ha dovuto chiedere aiuto ad Acqualatina, incaricata dopo l'ordinanza del 7 novembre scorso di ripristinare il corretto funzionamento del depuratore e poi di occuparsi in un secondo momento della nuova gara d'appalto per individuare la ditta che prenderà il posto della Cogei nel maxi ampliamento fino a 120 mila abitanti equivalenti del depuratore. Un intervento finanziato dalla Regione Lazio per 5 milioni 877 mila euro e dall'Ato 4 per 2 milioni 371 mila euro, di cui 4 milioni 189 mila euro che secondo l'ente di piazza Roma sarebbero già stati corrisposti alla ditta.
Come specificato dal dirigente, a causare la dura presa di posizione della Cogei, che ha infine abbandonato il cantiere con i lavori ancora non completati, è stata la richiesta da parte dell'ente di piazza Roma di modificare il contratto.
«Sopraggiunte ragioni di natura fiscale – si legge nella determina – non permettono a questo ente la possibilità di assoggettare a fatturazione Iva il contributo dovuto da Ato 4 e ne proibiscono di fatto l'erogazione». Proprio per far fronte a questa criticità, il Comune dopo la stipula dell'accordo quadro con Acqualatina, a febbraio aveva chiesto alla ditta di operare una modifica contrattuale e addebitare le fatture ad Acqualatina fino alla copertura della sua quota parte di finanziamento. Un accordo che nonostante numerose richieste, la ditta non ha mai accettato di sottoscrivere e per tutta risposta qualche mese dopo ha abbandonato il cantiere, nonostante le opere dovessero essere consegnate entro il 31 luglio 2018. Uno stop ai lavori che ha ritardato il completamento dell'intervento e lasciato in sospeso anche il ripristino del ciclo depurativo: il risultato è stato che per mesi il depuratore ha riversato acque reflue non depurate nel fosso della Ficoccia, causandone l'inquinamento ambientale, con conseguenze anche economiche per la Regione, multata da Arpa Lazio. Danni che secondo l'amministrazione, che ha già risolto il contratto per inadempienza, ora il privato dovrà ripagare.