Volano gli stracci tra Stefano Parisi e Forza Italia alla vigilia del voto di sfiducia in Consiglio regionale a Nicola Zingaretti. L'appuntamento fissato per domattina alla Pisana si annuncia incandescente. L'ex candidato presidente della Regione per il centrodestra ha accusato Forza Italia di voler salvare Zingaretti. Lo ha fatto in seguito alle dichiarazioni del senatore Claudio Fazzone che aveva sottolineato la difficoltà di far passare la mozione di sfiducia, non essendoci i voti sufficienti in Consiglio regionale. Parisi questa mattina ha rincarato la dose: "Nessuna marcia indietro, noi abbiamo presentato questa mozione che voteremo domattina perche' bisogna fare chiarezza- ha affermato Parisi- Zingaretti e' stato eletto senza una maggioranza in consiglio regionale, forse avrebbe dovuto prenderne atto e mettere in comune delle scelte, almeno sui temi piu' importanti: la sanita' e' un disastro, i rifiuti sono un disastro, le infrastrutture sono bloccate. Subito dopo eletto, Zingaretti si e' candidato alle primarie del Pd, ora si occupa solo della campagna elettorale, non si vede piu' in Regione. Ha cercato prima di fare un accordo col M5S, poi rendendosi conto che i 5 stelle avevano fatto un governo con Salvini lo mettevano in difficolta' rispetto ai suoi compagni di partito e allora ha fatto un accordo sottobanco con due del centrodestra (Cavallari e Cangemi) che domani voteranno a favore della sua giunta. E' chiaro che si tratti di un accordo hanno avuto in cambio delle nomine, delle poltrone. C'e' un pezzo di Forza Italia a Latina che fa gli accordi col Pd, niente di male, io dico soltanto: basta con l'ambiguita'. Il centrodestra nel Lazio ma non solo e' molto confuso in questa fase per la predominanza di Salvini e per l'incapacita' di Forza Italia di ricostruire una sua identita' tutto quello che va nella direzione di fare chiarezza aiuta. Abbiamo rivoltato il banco per capire cosa succedeva sotto il banco, il centrodestra deve capire che cosi' non si va da nessuna parte. Pirozzi? Si' l'ho perdonato, anche se il centrodestra unito avrebbe vinto le elezioni".

A stretto giro di posta arriva la replica di Giuseppe Simeone, il consigliere regionale di Forza Italia più vicino al senatore Fazzone. "Ho letto con un certo stupore gli interventi di Stefano Parisi che dispensa consigli ed ammende nei confronti del coordinatore regionale di Forza Italia, Claudio Fazzone, in merito alla mozione di sfiducia che domani discuteremo in consiglio regionale. E leggendo e rileggendo una domanda è sorta spontanea: Parisi chi? L'ex candidato alla presidenza della regione Lazio che ci ha fatto perdere le elezioni? L'ex candidato alla presidenza della regione Lazio che non si è mai fatto vedere una sola volta in provincia di Latina per incontrare le comunità di cui oggi si erge paladino difensore? L'ex candidato alla presidenza della Regione Lazio che non ha saputo portare un solo voto in più rispetto a quello dei partiti che lo hanno sostenuto facendo miseramente naufragare la possibilità di dare alla regione Lazio un governo all'altezza delle aspettative dei cittadini? Non accettiamo lezioni da nessuno. Non abbiamo altri portavoce o rappresentanti che non siano gli organi istituzionali di Forza Italia, a tutti i livelli, da Berlusconi a Tajani, passando per Fazzone ed Aurigemma che oggi è il nostro capogruppo alla Pisana. Oggi Parisi parla di inciuci con il Pd in una provincia che forse conosce solo perché indicata sulla cartina geografica. Disquisisce di questioni, forse adeguatamente illuminato da qualcuno della nostra provincia, di cui non sa nulla. Fazzone è coordinatore regionale di Forza Italia e può dire quello che vuole, lo ha sempre fatto e la farà senza minare in alcun modo la legittimità degli eletti in consiglio regionale. Noi, tutta Forza Italia, non siamo abituati a parlare con l'auricolare connesso. Siamo abituati a discutere, condividere ed agire. Non abbiamo padroni abbiamo rispetto per il partito di cui facciamo parte, per chi lo rappresenta e per i cittadini che ci hanno dato fiducia. Il resto è fuffa. Noi domani voteremo la sfiducia a viso aperto e con coerenza come sempre fatto in ogni situazione senza accettare lezioncine da chi cerca solo di smazzare le carte".