Un momento storico per il golfo di Gaeta. La discussione sul pontile petroli Eni prevista nel consiglio comunale di Formia, ha riunito i tre sindaci del comuni del comprensorio. Per la prima volta sono seduti allo stesso tavolo dell'assise paola villa di Formia, cosmo mitrano di Gaeta e Gerardo Stefanelli di mMnturno. L'arrivo di Mitrano ha suscitato un po' di curiosità, visto che è arrivato accompagnata dall'intero consiglio comunale e giunta di Gaeta.

Quando si è entrati nel merito dell'ordine del giorno proposto dalla maggioranza formiana sul pontile petroli, Mitrano ha sferrato un duro colpo al consesso civico formiano.Il governo cittadino formiano aveva presentato un odg con il quale «si da mandato al sindaco di tutelare al città di Formia, affinchè la posizione attuale del pontile Eni e la sua delocalizzazione futura non debbano avere le medesime criticità, come vicinanza al caseggiato ed alle attività turistiche e quindi viene individuata come unica soluzione la sua delocalizzazione offshore». Sono state le premesse di questo odg ad essere "smontate" ad una ad una dal sindaco di Gaeta Mitrano, riscontrando in esse molte incongruenze e riportando documenti che proverebbero che non ci sarebbe «nulla di ufficiale e di scritto a dimostrazione della volontà di spostare il pontile», così come questo progetto non sarebbe «inserito nemmeno nel piano triennale delle opere pubbliche» ed ancor di più l'eventuale spostamento sarebbe in contraddizione con il progetto di turismo crocieristico avviato dal Comune di Gaeta, così come sarebbe in conflitto con le attività del porto commerciale. Per Mitrano, insomma «allarmismo sociale», quando invece, bisognerebbe «lottare insieme per far finanziare uno studio di fattibilità».
«Se dovesse esserci una minima intenzione di spostare la struttura all'interno del porto commerciale e quindi davanti alla spiaggia di Vindicio, sarò il primo con la fascia a sostenere la causa del Comune di Formia».