Ammonta a più di 4 milioni e 725 mila euro il credito del Comune di Aprilia nei confronti della Rida Ambiente per il mancato versamento del ristoro per i conferimenti di rifiuti nel Tbm di via Valcamonica. E' questo quanto emerge dalla consulenza redatta dall'ingegner Giovanni Cavallo, su richiesta dell'amministrazione comunale, per quantificare gli ammanchi nelle casse comunali rispetto al benefit ambientale dal 2011 al 2017 e della stima degli uffici comunali per il 2018; una vicenda che da anni è al centro di una vera e propria battaglia. L'azienda, che contesta l'applicazione del ristoro (il 4% della tariffa regionale di conferimento dei rifiuti solidi urbani), ha portato il Comune di Aprilia in tribunale; di contro l'amministrazione Terra ha diffidato la società e ha richiesto questa perizia, per quantificare l'importo esatto degli ammanchi. Una consulenza che nei mesi scorsi ha attirato diverse critiche verso la coalizione civica: per più di qualcuno si è trattato di una consulenza necessaria, di uno scrupolo eccessivo che avrebbe solo comportato altri ritardi. Ma il sindaco e gli uffici comunali hanno ribadito l'importanza di una stima esatta degli importi, probabilmente in vista della battaglia legale.
E dalla perizia emerge un credito superiore alle stime che il Comune ha inserito nel bilancio preventivo, per l'ingegner Cavallo il debito di Rida Ambiente dal 2011 al 2017 ammonta a 3.534.829,47 euro: «al netto dei conferimenti di Ama, poiché non reperibili, e al netto degli interessi dovuti, quantificati in circa 25 mila euro». A tale importo bisogno poi aggiungere la competenza dell'esercizio 2018 che gli uffici comunali stimano: «in modo prudenziale in 1.190.597,75 euro». Un totale, tra l'anno corrente e le precedenti annualità, che si aggira sui 4 milioni e 725 mila euro. Una cifra che tuttavia, come spiega la determina del 4 dicembre del dirigente del settore Finanze Francesco Battista, non tiene conto: «dei conferimenti di Ama spa, poiché non reperibili», ovvero dei rifiuti che vengono portati all'impianto di via Valcamonica dal Comune di Roma. E considerando il volume di rifiuti della capitale è naturale pensare che la somma che l'ente di piazza Roma debba incassare sia più alta.