Il piano industriale dell'azienda speciale non arriverà in Consiglio comunale entro la fine dell'anno. La cosa è ormai appurata in quanto, non essendo ancora stata calendarizzata la discussione in commissione, il documento slitta al gennaio 2019. Questo vuol dire che l'avvio della raccolta differenziata porta a porta, il vero obiettivo per cui è stata costituita l'azienda speciale, sarà posticipato ancora. A quando, è difficile dirlo. L'amministrazione comunale guidata da Damiano Coletta continua a difendere questo progetto di azienda speciale, contestando anche l'evidenza. Il piano industriale messo a punto dai veneti di Contarina e approvato una decina di giorni fa dal Cda dell'azienda speciale, non è ancora approdato nelle commissioni e quindi i consiglieri di maggioranza e minoranza non conoscono i contenuti del progetto che dovrebbe giustificare un mutuo da oltre 17 milioni di euro.
Il capogruppo della Lega Matteo Adinolfi punta proprio su questi aspetti e denuncia «l'assoluta incapacità gestionale di Coletta e Lessio» e «la scarsa trasparenza dell'amministrazione sulla vicenda Abc».
Il consigliere della Lega fa notare come «i dati della raccolta differenziata pubblicati da Legambiente certificano il 23,80% per la nostra città. E le prospettive future non sono per nulla migliori. Ad oggi il piano industriale non è stato ancora sottoposto all'attenzione della commissione ambiente. Del mutuo necessario per l'acquisto dei mezzi e delle attrezzature necessarie per la raccolta porta a porta non si ha certezza né dell'importo né da chi sarà concesso». Oltretutto il mutuo non può essere richiesto senza che il piano industriale sia approvato dal Consiglio comunale di Latina. Una sorta di catena di montaggio che al momento non è stata nemmeno avviata. Adinolfi rileva anche che «se per richiedere il mutuo alla cassa depositi e prestiti occorrono due bilanci approvati, questo significa che occorre attendere la fine del 2018». E ormai ci siamo. I passaggi successivi sono «la predisposizione del bilancio da parte del Cda, la relazione del collegio sindacale nei successivi 15 giorni e l'approvazione definitiva. Realisticamente occorrerà almeno il 31 marzo 2019», fa notare il capogruppo della Lega. Ma una volta approvato e concesso il mutuo non sarà tutto in discesa, anzi. «A quel punto - prosegue Adinolfi si può procedere all'espletamento delle gare di acquisto delle attrezzature e mezzi. Il vincitore della gara dovrà provvedere nei tempi previsti alla fornitura dei beni. Questo significa che se tutto procede bene il percorso si concluderà con l'arrivo delle attrezzature non prima dell'estate 2019. Ciò significa che per almeno il primo semestre 2019 la situazione non sarà diversa da quella attuale». In sintesi, per Adinolfi, «un fallimento che pagheranno i cittadini nelle bolette della Tari».