Nella manovra finanziaria un emendamento voluto dal M5S, stabilisce una deroga per l'iscrizione agli ordini (parliamo delle professioni sanitarie) anche da parte dei professionisti senza titoli che abbiano lavorato, nell'arco di 10 anni, almeno per 36 mesi.
Nell'emendamento appena approvato dal Senato viene in pratica allargata la possibilità di accedere a queste attività professionali. Basta aver svolto professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione senza il possesso di un titolo abilitante per l'iscrizione all'albo professionale, per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni.
Sarà sufficiente avere questo requisito per continuare a svolgere questi lavori previsti dal profilo della professione sanitaria di riferimento.
 Il provvedimento ha suscitato diverse polemiche fra le associazioni di categoria di ostetricia, fisioterapia e infermieristica. Su questo è intervenuto anche Alessandro Cozzolino, segretario comunale del Pd Latina, ma anche delegato provinciale alla sanità.
«Un atto folle, dove come al solito si strizza l'occhio ai furbetti, sanando di fatto chi per anni ha lavorato senza averne il titolo. Una cosa irrispettosa nei confronti di tutti, sia il personale formato, sia i neo laureati che ancora non trovano lavoro, sia la cittadinanza che si vedrà curata da personale impreparato e senza titolo. Immaginate in sala parto a far nascere un bambino un'ostetrica che in realtà ostetrica non è. Somministrarvi una terapia chi non ha studiato per farlo, farvi fare la riabilitazione da chi non conosce l'anatomia. Una norma che abbassa il livello della sanità italiana, che mette a rischio i pazienti e che mette sullo stesso piano chi ha una laurea con chi ha fatto finta di averla. Semplicemente una follia» conclude Alessandro Cozzolino.