"La manovra finanziaria che sarà approvata in queste ore alla Camera è un colpo per gli Enti Locali e per il Terzo Settore. Una beffa a tinte gialloverdi che dopo aver annunciato l'abolizione della povertà ora di fatto vede mettere i lucchetti anche alle migliaia di associazioni No Profit presenti nel nostro Paese". Lo affermano in una nota congiunta, Alessio Pascucci, coordinatore nazionale di Italia in Comune e sindaco di Cerveteri, e Damiano Coletta, vice presidente di Italia in Comune e sindaco di Latina.

"Per recuperare 118 milioni di euro è stato disposto il taglio della tariffa agevolata dell'Ires per gli enti non commerciali. La scure si è abbattuta su volontariato e solidarietà colpendo almeno centomila organizzazioni non profit. Le realtà del terzo settore vengono equiparate ad aziende normali. Si tratta di un pugno nello stomaco che di fatto comprometterà la possibilità di continuare ad offrire servizi che in molti casi sopperiscono alle gravi lacune dello Stato", si legge nella nota di Italia in Comune.

"La riforma del Terzo Settore prevedeva la fine della mini Ires ma solo contestualmente ai nuovi regimi tributari e all'operatività del Registro unico, senza effetti penalizzanti nel periodo transitorio. Invece la legge di Bilancio sospende subito l'art. 6 del Dpr 691/1973 penalizzando in maniera particolare gli Enti Ecclesiastici e quelli che resteranno fuori dal Registro Unico del Terzo Settore. In pratica questa manovra sancisce che il No profit è un bene di lusso".

Quanto agli Enti Locali, conclude la nota, "si prosegue con le politiche dei tagli alla spesa corrente e agli investimenti sulle infrastrutture, mettendo in ginocchio migliaia di piccoli Comuni. La cosa più grave è la colpevole incoscienza con cui i parlamentari legastellati saranno costretti a votare su diktat dei loro capi di partito, senza porsi minimamente domande sulle gravissime ricadute di questi provvedimenti".