Sono passati sei mesi da quando il raggruppamento temporaneo di imprese Csc ha vinto la gara d'appalto da 23,6 milioni di euro per gestire il trasporto pubblico locale, subentrando ad Atral. Un cambio di gestione che sta dando i suoi frutti positivi (come dimostra l'aumento dei ticket venduti) e che ha svecchiato il sistema con 39 mezzi messi a disposizione dalla società. Il Comune però, in modo imprevisto e inusuale ha stabilito di acquistare con fondi di bilancio due nuovi autobus «ritenendolo necessario ed urgente ad integrazione parziale degli 8 autobus da rottamare del Comune» come si legge dalla delibera di giunta su proposta del dirigente Passaretti. Ieri la variazione di bilancio da 830mila euro, comprensiva di 780mila euro per l'acquisto di due autobus ibridi/elettrici e altri 50mila euro per l'acquisto di transenne e dissuasori, è stata approvata con i voti di Lbc mentre l'opposizione ha scelto di uscire dall'aula. Come mai il Comune ha scelto questo acquisto a pochi mesi dall'appalto vinto da Csc e perché questa decisione non è transitata in commissione trasporti? Se lo sono chiesti sia Andrea Marchiella che Giovanna Miele perché l'assessore ai trasporti Castaldo, nel suo intervento per spiegare l'acquisto, ha prima parlato della «possibilità di darli a Csc per implementare le corse del mare» e poi, di fronte all'ipotesi di un vantaggio post gara dato all'aggiudicataria (che ha il comodato dei mezzi e su questi la possibilità di fare i suoi introiti) ha invece corretto il tiro. «E' stata una scelta della maggioranza acquistare bus nuovi ed elettrici per dare un servizio aggiuntivo alla città d'estate e di inverno. Non è detto che saranno affidate al gestore del tpl, se andranno affidate e con quale formula si stabilirà in seguito». Mentre Celentano parlava di «variazione di bilancio calata dall'alto» Bellini ha invece spiegato che si trattava «del solo acquisto del mezzo, non stiamo decidendo a chi darli». I dubbi restano, anche a fronte delle decine di ricorsi amministrativi che sono seguiti alla gara del tpl, e andavano forse affrontati in commissione, prima di approdare in consiglio in fretta e furia. Csc aveva offerto 39 mezzi di proprietà e 5 presi dal parco mezzi del Comune. Se otto sono da rottamare dei 33 di proprietà dell'ente, ne sarebbero restati comunque 25 da cui attingere per scegliere i cinque migliori per la società affidataria. Perché comprarne altri due? Può il Comune affidare il servizio su altre linee ad un altro gestore come ha ipotizzato l'assessore? Si può integrare il parco mezzi di proprietà comunale dopo la gara e se si tratta di sostituzione perché viene fatta ora e non è stata prevista nel capitolato con fondi comunali? Perché nel capitolato e nella relazione ex art.34 è prevista l'integrazione del parco mezzi dell'ente con finanziamenti esterni «e nei limiti di quanto a questo titolo finanziato dalla Regione Lazio, mezzi che vanno utilizzati con lo stesso regime giuridico degli altri». E poi: le altre ditte hanno partecipato contando su quel numero di mezzi comunali e con quelle condizioni (di anzianità). Cosa succede cambiando queste condizioni? Domande che sicuramente torneranno al centro del dibattito appena sarà il momento di affidare i mezzi.