«La richiesta di convocazione della Commissione Trasparenza da parte del Consigliere Salvatore Antoci, non può, ne deve essere sottovalutata e riduttivamente relegata ad un possibile mal di pancia di un Consigliere di maggioranza». Nicola Calandrini, capogruppo di Fratelli d'Italia, fiuta l'occasione di mettere in difficoltà concreta la maggioranza che sostiene Coletta e attende di capire quali siano le istanze su cui Salvatore Antoci, esponente "ribelle" di Latina Bene Comune, ha chiesto chiarimenti all'amministrazione comunale. Nei giorni scorsi Antoci ha comunicato di aver chiesto la convocazione di una commissione Trasparenza sul tema, visto che nemmeno a lui Coletta e compagni danno risposte sulle mancanze dell'azione amministrativa.
«Non conosciamo a cosa si riferiscano le tredici, anzi quattordici, richieste di accesso agli atti che il Consigliere Antoci ha presentato tra il 17 gennaio 2017 ed il 26 settembre 2018, rimaste inevase anzi forse volutamente disattese come assume l'interessato ("mancanza di risposta sistematica") - rileva Nicola Calandrini - Il deficit di trasparenza potrebbe essere in realtà un deficit di democrazia che ove confinato in un ambito di dinamiche interne Lbc nulla questio, ma ove correlato ai provvedimenti che i Consiglieri sono chiamati a votare nell'espressione della loro funzione amministrativa diventa un problema della Città e dei Cittadini tutti».
Calandrini dunque separa, correttamente, i due piani. Quello politico delle divergenze interne a Lbc e quello amministrativo, che riguarda la città. «In questi due anni e mezzo di amministrazione Coletta è stato fatto poco ma quel poco è stato deciso a colpi di maggioranza, senza un minimo coinvolgimento delle altre forze politiche all'interno del Consiglio – sistematicamente messe all'angolo con la forza dei numeri - che sono pure esse espressione dei cittadini. La rilettura del recente passato, in relazione alla richiesta-denuncia del Consigliere Antoci, pone serie preoccupazioni anche in ordine ai provvedimenti che sono assunti in completa solitudine della maggioranza, che appare sempre più ridotta ai minimi termini, in Consigli Comunali volutamente tenuti in seconda convocazione. Bisognerà conoscere bene le questioni sulle quali il Consigliere Antoci non ha avuto risposta perché è interesse di tutti. Ritengo che a questo punto il Sindaco abbia l'obbligo ed il dovere di dare risposte precise e puntali - non con monologhi nel giardino comunale o nella sala De Pasquale - ma nella competente sede del Consiglio Comunale e soprattutto chiarisca anche se vi sia o meno fondamento alla preoccupazione espressa dallo stesso Consigliere Antoci».